Archivi del mese: gennaio 2012

Monti salvi imprese e famiglie

Aspettiamo con ansia il decreto sulla semplificazione burocratica che dovrebbe essere varato oggi dal governo. Dopo la batosta del primo decreto Monti sul reddito delle famiglie e sull’economia italiana nel suo complesso e dopo quello sulle liberalizzazioni (in parte un manifesto, in parte contraddittorio) la speranza è che si vada nella direzione giusta. Per questo giudizio possiamo essere anche male interpretati ma, a scanso di equivoci,  diciamo subito che, il governo Monti è l’unico possibile e i suoi meriti sono principalmente quelli sul piano internazionale mentre ci appare ancora poco chiara la sua visione di politica economica. Non tutti hanno il coraggio di dire che la recessione  italiana viaggia ad oggi tra il meno 3 -4 % del pil con ulteriore perdita di posti di lavoro e che la diseguaglianza sociale ha raggiunto soglie allarmanti oltre le quali c’è il ribellismo urbano e delle campagne. Continua a leggere

Come aiutare Monti

Il governo Monti è figlio della più grande crisi della politica che l’Italia repubblicana ricordi e ad oggi non ha alcuna alternativa. Detto questo, però, il governo va aiutato vista la sua dichiarata inesperienza parlamentare e legislativa (tutti siamo stati peones parlamentari) e il compito spetta principalmente ai tre partiti che lo sostengono. Per parte nostra l’aiuto che possiamo dare è porre qualche domanda irriverente sul decreto delle liberalizzazioni. Va ricordato innanzitutto che vi sono aree di attività per le quali si realizza il “ cosiddetto fallimento del mercato” come si dice in gergo e sono quelle per le quali vigono prezzi amministrati e regolamentazioni di orari a tutela dei consumatori. Nel caso dei taxi, ad esempio, guai se le tariffe e gli orari non fossero regolamentati perché a quel punto prendere un taxi alle 23,00 ci costerebbe un occhio della testa e forse non lo troveremmo neanche. Ed allora se questa regolamentazione di prezzi ed orari non può essere soppressa,  cosa si liberalizza? Potrebbe  esserci un numero insufficiente di taxi, ma già oggi  ogni sindaco, che certamente conosce la propria città meglio di ogni altro, ha i poteri per provvedervi. Ed allora che senso ha chiedere ad un’autorità dei trasporti di decidere sul numero dei taxi a Catania, Verona, Caserta e Firenze e alla organizzazione del relativo servizio? Addirittura si affidano questi compiti da subito all’autorità per l’energia elettrica e il gas. La cosa si commenta da sola. Continua a leggere

Contro la crisi un sistema di fluttuazione di tutte le valute

Da mesi l’attenzione dell’opinione pubblica, degli operatori economici e del Governo si concentra sulle gravi difficoltà del nostro Paese e su quelle che l’Europa incontra nella governance, nella crescita e nel collocamento dei debiti degli Stati membri. Queste difficoltà sono tutte da ricondurre, direttamente o indirettamente, alla crisi finanziaria internazionale che coinvolge non solo l’Europa ma anche gli Stati Uniti e gran parte degli altri paesi, sia avanzati sia emergenti. Nessuno si sofferma però sulle cause di questa crisi che perdura ormai da quasi tre anni, innescata negli Stati Uniti dai mutui sub prime, punto di detonazione di una miscela esplosiva che si è andata formando negli ultimi decenni. Continua a leggere

Ecco la verità sul debito

La vera storia degli anni in cui la spesa pubblica è cresciuta senza controllo. L’accusa: colpa di chi ha governato.

Costruire il futuro di un paese in difficoltà come il nostro sulle bugie è come costruire una casa sulla sabbia. Al primo vento crollerà miseramente come c’insegna il Vangelo. È bene allora tentare di fare opera di verità su alcune questioni di fondo e, prima fra tutte, quella del debito pubblico che affligge l’Italia da molto tempo e sulla quale molti speculano, alcuni con dolo e altri per ignoranza, spesso nel silenzio complice di chi sa ma tace. La ricostruzione della nascita e della crescita del debito pubblico deve essere preceduta da una semplice constatazione, anch’essa scolpita nelle cose. Chi vuole descrivere la storia economica di un periodo non può rinunciare a descrivere anche la storia politica dello stesso periodo, visto e considerato che, da che mondo è mondo, politica ed economia si condizionano a vicenda. Veniamo al dunque. Continua a leggere

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