Archivi del mese: febbraio 2012

Il Flop della Seconda Repubblica

E’ tempo di prenderne atto. La seconda repubblica è stata un disastro  sul piano politico, economico, sociale e istituzionale. Per  cultura antica siamo sempre prudenti nei giudizi e nelle parole e poco inclini a generalizzazioni, ma della seconda repubblica è davvero difficile salvare qualcosa. Sul piano politico il trionfo dei partiti personali  ha fatto eleggere in Parlamento  persone più fedeli che meritevoli  e spesso digiune di politica, amici di infanzia o compagni di scuola, segretarie  e portaborse, un po’ di pubblici ministeri che avevano reso qualche servizio, un nugolo di signorine e signorini che con la politica, le sue passioni e le sue visioni del paese non avevano nulla a che fare. Nessuno generalizza, naturalmente,  ma è questo il quadro complessivo del parlamento e dei dirigenti di partito che il paese avverte. E l’orgia lideristica e proprietaria ha fatto crollare verticalmente l’etica politica nella vita interna dei partiti. Non v’è più traccia di democrazia, né al centro né in periferia, e quanto è accaduto con il tesoriere della Margherita, il senatore Lusi, testimonia in maniera irreversibile il degrado cui sono giunti i partiti, veri o presunti, cresciuti nel culto della personalità di capi e di capetti.  Continua a leggere

L’accordo Ue può essere dannoso

L’accordo siglato l’altra sera a Bruxelles tra i capi di Stato e di governo è un passo decisivo per intraprendere un percorso diverso e meno affannato dell’Europa rispetto agli ultimi anni. Diverso perché si rafforza la governance dell’ Europa a 27 nonostante l’ultimo accordo non sia stato firmato dalla Gran Bretagna e dalla Repubblica Ceca  testimoniando, così, che il processo di unificazione economica e politica dell’Europa può anche procedere a “scatti“ senza rimanere intrappolato nella palude dell’immobilismo. Politicamente, dunque, un successo, economicamente un po’ meno anche se non ci sfugge il risultato ottenuto per l’Italia nella riduzione del debito calcolata non solo su quello pubblico ma anche su quello privato. In soldoni si tratta di correggere di 1 punto di pil all’anno ( 15 miliardi di euro). Il nostro scetticismo, però, sta nella mitologia degli ultimi tempi sul pareggio di bilancio mettendo così sullo stesso piano spesa corrente e spesa in conto capitale. La camicia di forza non è mai una scelta intelligente né per la politica né per l’economia. Avremmo capito, infatti Continua a leggere

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