Archivi del mese: maggio 2013

Scegliete il presidenzialismo e una legge proporzionale con preferenze, e vedrete che la legislatura durerà

Pubblicato su “Il Foglio Quotidiano” di mercoledì 29 maggio 2013

Gaetano QuagliarelloTra i tanti problemi che affliggono l’Italia quello di una nuova legge elettorale non è fra gli ultimi vista anche la presenza di un governo che molti della sua maggioranza vorrebbero finisse presto. Ma come è noto non c’è alternativa a questo governo e più ancora a questa coalizione fallita la quale si va dritti alle elezioni anticipate. Nelle mani del ministro Quagliariello c’è la ricerca di un bandolo dal quale cominciare un percorso sperabilmente breve dopo anni di follie e di incomprensioni. Quagliariello dice, e con lui il Pdl, che la nuova legge elettorale non può che essere coerente con le tanto auspicate riforme costituzionali, dalla forma di governo a quella del Parlamento. Il Pd, e la sinistra in genere, chiede, ora e subito, una nuova legge elettorale come norma di salvaguardia democratica, visto che l’attuale governo può cadere da un momento all’altro non essendo un governo di legislatura. Ciò significa, dicono i dirigenti del Pd, che se la considerazione di Quagliariello è giusta, non è condivisibile la tempistica ( prima le riforme costituzionali, poi la legge elettorale). Due posizioni diverse ma entrambe piene di verità logiche e largamente compatibili anche sul terreno della tempistica. E ci spieghiamo partendo da dove siamo e cioè da una democrazia parlamentare che, se pur violata con l’indicazione del candidato premier sulla scheda, resta pur sempre viva e vitale con tutto il peso dei suoi anni. Continua a leggere

L’intervista

Intervista di Marigia Mangano a Paolo Cirino Pomicino pubblicata su ” Il sole 24 ore” il 25 maggio 2013
prelios_provera«L’operazione Prelios, così come è stata costruita, evidenzia pesanti criticità». Paolo Cirino Pomicino, ex Dc, parla in veste di azionista di Pirelli. E mette in chiaro: la ristrutturazione di Prelios danneggia quel 65% del capitale Pirelli rappresentato dal mercato.
Si dice che ha fatto recapitare una lettera a Marco Tronchetti Provera e alla Consob.
Sì, ho scritto ben due lettere a Marco Tronchetti Provera su questo riassetto che presenta anomalie originali. Premetto che il salvataggio di Prelios, a mio avviso, un atto dovuto. Ma non si capiscono diversi passaggi dell’operazione annunciata
Un esempio?
Le banche creditrici trasformano parzialmente il loro debito in capitale di rischio, mentre una società industriale, Pirelli appunto, solo perché ha la sfortuna di essere creditore è chiamato a trasformare l’intero credito di 170 milioni in capitale di rischio quando poteva limitarsi a ristrutturarlo solo in termini di scadenze e tassi. Il gruppo della Bicocca diventa il primo azionista di una società immobiliare in serie difficoltà. Ma i soci di Prelios? Come mai non sono stati chiamati a giocare quel ruolo che compete loro in questo riassetto e cioè fare un aumento di capitale? Il problema è che il primo azionista di Prelios è Camfin che a sua volta è primo azionista di Pirelli. Ed è qui che nasce il conflitto di interessi.
Il gruppo Pirelli ha però spiegato che la partecipazione alla ristrutturazione di Prelios era condizione necessaria per far partire il riassetto. Continua a leggere

Pace e crescita. Non buttate giù il governo per calcoli di parte. Cari politici, ricordate il ’46 ( e Togliatti)

Pubblicato su ” Il foglio” il 24 maggio 2013
tre palle e un soldoAl direttore-La crisi economica italiana in parte, ma solo in parte, frutto della più generale crisi europea ed internazionale, è di una gravità senza precedenti nella storia repubblicana e si sta trascinando, ormai, da troppi anni avvitandosi sempre di più. Come spesso capita nelle crisi economiche “strutturali”, anche quella attuale si accompagna ad una crisi politica che diventa, nei fatti, un moltiplicatore degli effetti negativi. Dopo alcuni mesi di incomprensibile tran-tran e sotto la spinta salvifica del presidente Napolitano, le maggiori forze politiche hanno avuto l’intelligenza di trovare un minimo comune denominatore formando un governo che ha dalla sua la forza della giovinezza e un’esperienza antica nei grandi partiti di massa. Detto questo, però, bisogna subito dire che è folle riprendere il vecchio gioco di “tre palle un soldo” per far cadere un governo che non ha ancora avuto il tempo di dar conto di sé e che, peraltro, non ha alternative in questo parlamento. Altrettanto suicida è l’atteggiamento di quanti rivendicano il proprio marchio di fabbrica su ogni provvedimento che il governo fa com’è accaduto in questi giorni. Un atteggiamento infantile e regressivo che testimonia solo la debolezza identitaria per cui ad ogni “starnuto” positivo scatta la corsa nel dire “è merito nostro”. Continua a leggere

Numeri alla mano,Italo guadagna spazi di mercato e le Ferrovie dello Stato si ammodernano. Ma non basta,ora tocca alla rete. Perchè la concorrenza sui binari fa bene al pubblico e al privato.

articolo pubblicato su “il Foglio” il 16/05/2013

italo_train_step2Tra i tanti guai che l’Italia ha, c’è anche qualche primato che andrebbe sottolineato con un minimo di orgoglio nazionale. L’Italia, infatti, è l’unico paese della comunità europea in cui è stato possibile introdurre nel trasporto ferroviario a lunga distanza un concorrente al monopolista pubblico. Da oltre un anno, come è noto, sulla tratta Salerno-Milano e sulla Roma-Torino e Roma-Venezia oltre alla freccia rossa delle Ferrovie dello Stato corre anche Italo, frutto di un’iniziativa privata (Della Valle-Montezemolo) supportata da istituti bancari (Intesa San Paolo) e assicurativi (Generali) oltre che da una presenza francese pioniere nel settore dell’alta velocità. Un’operazione sinora riuscita a tutto vantaggio dell’utenza se è vero, come è vero, che in un solo anno ed a servizio ridotto il competitore del monopolista ha trasportato quattro milioni di viaggiatori ed, a quanto si legge, la quota di mercato tende a raggiungere il 25%, su un bacino di poco più di 23 milioni di passeggeri. E da quel che si sa, l’estensione dei treni di Italo verso altre località oltre che una più frequente presenza sulle tratte già percorse sin dall’inizio è già all’ordine del giorno. Tutto ciò ha comportato un forte stimolo per le Ferrovie dello Stato a fare sempre meglio e non a caso Moretti sta innovando sui treni ad alta velocità (nel 2014 la tratta Roma-Milano diretta sarà percorsa in sole 2 ore e 30 minuti) e sui servizi connessi. Continua a leggere

Seguimi su Twitter!

Categorie

Archivi