Archivi del mese: giugno 2013

Il Cav., i giudici di Milano e la sfida più grande per il governo Letta

Governo Lettapubblicato il 28 giugno 2013


È difficile, davvero difficile non rimanere impressionati dalla durezza della sentenza di Milano su Silvio Berlusconi. Una durezza che rischia emotivamente di trasformarsi in violenza facendo riandare la memoria collettiva ad altre sentenze di vent’anni fa. Rimane indelebile, ad esempio, quel linguaggio di un presidente di collegio, tal Caccamo, che usò contro Bettino Craxi termini di inaudita violenza e li usò in nome del popolo italiano. Anche nella forma, oltre che nella sostanza, l’autonomia della magistratura, giudicante e inquirente, deve coniugare giustizia e senso della misura, responsabilità e senso delle proporzioni perché troppo importante per il rispetto e l’affidabilità del potere giudiziario è il comune sentire. E, spiace, dirlo nella requisitoria dei pubblici ministeri e nelle decisioni del collegio traspare, a torto o a ragione, un carico di faziosità che rischia di far trasformare la giustizia in vendetta. E non è cosa buona nè giusta, in particolare quando episodi di questo genere si ripetono più volte in un tribunale e in una corte di appello come quelli di Milano nei quali, è la nostra spiacevole e probabilmente sbagliata sensazione, si alternano sguardi di aquila e miopie da talpa. Continua a leggere

Finanza speculativa: i rischi

 finanzaPubblicato sul Corriere della Sera il 23 giugno 2013 ” interviste e repliche”

Franco de Benedetti, nel Corriere del 9 giugno, ha contrastato la tesi di Salvatore Bragantini che chiedeva di “regolare la finanza” facendo una sfilza di esempi di economia reale che mai si sarebbero potuti realizzare senza l’essenziale apporto della finanza. De Benedetti enumera alcuni esempi di finanza virtuosa, una finanza, cioè, che svolge il suo ruolo naturale di  infrastruttura fondamentale al servizio dell’economia reale, ruolo che progressivamente sta perdendo diventando essa stessa un’industria a se stante in cui la materia prima sono i quattrini e il prodotto sono solo più quattrini, spesso anche di carta, utili fino a quando “la perversione” dei mercati finanziari reggerà. E’ finanza virtuosa, con effetti cioè, sull’economia reale, quella che trasferisce, invece, nei nuovi prodotti finanziari (vedi derivati) risorse immense attraverso i “futures”, una serie di vere e proprie scommesse su tutto, dai mutui americani ai contratti a termine su azioni, obbligazioni per finire a quelle su materie prime che rappresentano la vita del mondo, e poi diffonderli tra i risparmiatori nei mercati finanziari (oggi i derivati in circolazione sono 9 volte e mezzo il Pil mondiale)? Questa finanza non è un’infrastruttura al servizio della produzione di beni e servizi e delle nuove frontiere nella ricerca e nell’innovazione. Continua a leggere

Piccoli passi

piccoli passiPubblicato su ” il foglio” il 22 giugno 2013

Chi ben comincia è alla metà dell’opera dice un vecchio proverbio popolare. I provvedimenti varati sabato scorso dal governo Letta rispondono a questo profilo di buon inizio. Le misure che mitigano le vecchie e oppressive norme che imponevano ad Equitalia di essere una sorta di esattore da medio-evo al servizio di uno Stato che non paga i suoi creditori ma che vessa il contribuente che non paga confiscandone la casa, è un segnale molto positivo così come lo è l’allungamento della rateizzazione possibile sino a 120 mesi e non perderne il diritto se si saltano sino ad 8 rate. I segnali positivi, però, sono anche verso imprese e famiglie. Riduzione delle bollette energetiche (vedremo poi nel dettaglio di quanto), il fondo di 5 miliardi per prestiti agevolati per le piccole imprese (leggeremo se c’è un appesantimento burocratico che le vanifica) la riedizione della vecchia legge Sabatini per l’acquisto di nuovi macchinari industriali, sblocco di 3 miliardi per cantieri minori in capo agli enti locali, l’abolizione della tassa sui natanti sino a 14 metri, costituiscono un complesso di norme il cui valore, oltre a quello economico, è di un cambio di direzione di marcia. Senza ritornare al “benaltrismo” di sinistra memoria, questi provvedimenti, però, sono davvero solo un piccolo passo nella direzione  giusta. In questa settimana, infatti, il piano per l’occupazione giovanile e il provvedimento sulla semplificazione burocratica saranno altri due test fondamentali per far uscire l’Italia da una crisi recessiva che dura ormai da quasi sei anni. Ma anche dopo questi provvedimenti il grosso da fare per il governo è ancora tutto da venire. Continua a leggere

Vecchie Maniere. Il bipolarismo è una malattia dalla quale l’Italia può guarire. Un modello? Il pentapartito

pentapartitoArticolo pubblicato il 13-06-2013 su ” Il Foglio”
Al direttore-L’analisi politica sulla situazione italiana è afflitta da tempo da un pressapochismo che risponde più ai desideri di ciascuno che non alla realtà dei fatti come essi si presentano. Una miopia dei partiti ma anche di parte rilevante dell’informazione più attenta alle proprie convinzioni che non allo scenario che da anni è presente nel paese. Per spiegarci, un esempio del passato e un esempio del presente. Ieri i partiti personali con un leader forte, carismatico e proprietario, erano considerati un esempio di modernità e di “democrazia all’americana”, oggi, finalmente, da più parti si comincia ad individuare nel liderismo sfrenato e proprietario il cancro vero di un sistema politico sciatto e inconcludente. Il tempo, poi, ha fatto il resto lasciando che scomparissero i partiti personali minori (Bertinotti, Mastella, Casini, il Rutelli dell’API, Diliberto) ed entrasse in una fibrillazione crescente anche il maggiore dei partiti personali, il Pdl, che regge ancora solo per la grande abilità comunicativa di Silvio Berlusconi. Continua a leggere

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