MPS e una strana storia sugli Npl. Domanda al dg del Tesoro, Vincenzo La Via

articolo pubblicato su Il Foglio Quotidiano il 18 novembre 2017

Paolo Cirino Pomicino ha inviato una lettera al direttore generale del Tesoro Vincenzo La Via. Nel caso il direttore avesse smarrito la lettera, rieccola qui.

Gentile direttore La Via, da alcuni mesi sto facendo una indagine sulla gestione dei crediti bancari in sofferenza, i cosiddetti NPL, che nella loro attuale forma altro non sono che un massiccio trasferimento di ricchezza dagli azionisti delle rispettive banche ai fondi speculativi o a società sorte “ad hoc” senza alcun sollievo per i debitori che sono famiglie ed imprese che avrebbero potuto riscattare il proprio debito ad un valore superiore a quello con il quale questi debiti vengono venduti ai fondi specializzati. Di tutto questo ho spesso scritto ed insieme ad un gruppo di deputati e senatori sono stato promotore di un disegno di legge sull’argomento. Ma sinora parlavo di un rapporto tra soggetti privati mentre negli ultimissimi tempi mi è capitato di avere sotto gli occhi il rapporto tra un soggetto pubblico e due soggetti privati quali sono il Monte dei Paschi di Siena da un lato e dall’altro Cerved Group e Quaestio holding, quest’ultima partecipata da Cariplo al 32%, dal “senior management” al 27,65% (i signori Penati, Petrignani e Tosato) più alcune casse di previdenza private con quote minori. Ebbene da ciò che mi risulta sembra un film dell’orrore amministrativo! Nel 2016 Mps aveva fatto una selezione competitiva per la cessione della propria piattaforma per la gestione dei crediti in sofferenza (NPL) raggiungendo un accordo con Cerved group al prezzo di 105 milioni. Il 28 febbraio 2017 MPS comunica che non essendosi verificate alcune condizioni previste, l’accordo non viene concluso. Il 2 luglio 2017 inizia il film del quale parlavo. In quel giorno Quaestio holding e Cerved group siglano una partnership industriale per l’attività di “special servicing” finalizzata innanzitutto all’acquisto della piattaforma di MPS di cui abbiamo parlato in precedenza denominata Juliette la cui precedente selezione competitiva, come abbiamo riferito, non si concluse positivamente. Dopo l’accordo industriale tra questi due soggetti privati arriva la bomba. MPS, ormai banca pubblica, fa un comunicato stampa unitamente a Quaestio holding e Cerved group con cui dichiarano di aver firmato un contratto vincolante per cedere la famosa piattaforma Juliette per la gestione dei crediti in sofferenza ad un prezzo che è la metà di quella prevista nel 2016 (52 milioni al posto di 105 milioni di euro) e senza attivare una nuova selezione competitiva. Questa abitudine di sostituire le selezioni competitive con rapporti di affetto e di amicizia sembra una costante in questa storia. Già la cessione di quasi 28 miliardi di NPL da MPS a Quaestio holding fu fatta senza gara a quanto ci risulta e la stessa Quaestio ,attraverso la sua SGR (i suoi quotisti sono gli stessi azionisti della holding con evidenti giganteschi conflitti di interesse!) decise di affidare la gestione del 50% degli NPL di MPS alla piattaforma acquistata dalla stessa MPS, ieri chiamata Juliette e poi battezzata Sirio dai nuovi padroni (Quaestio holding al 51% e Cerved group al 49%) cioè a se stessa senza alcuna selezione competitiva come invece dovrebbe fare un operatore sistemico in particolare quando gestisce ricchezza trasferitagli da un soggetto pubblico. Ma sembra che ci sia di più! Sembra cioè che Quaestio sgr abbia revocata quella quota di NPL di Mps affidata in precedenza attraverso una selezione competitiva ad altri operatori nazionali ed internazionali per darla alla joint venture Sirio, cioè sempre a sè stessa, ed al suo nuovo socio Cerved group. Evidentemente è apparso un grande errore la selezione competitiva in precedenza fatta e si è tornati a quei rapporti di affetto e di amicizia con i quali la banca pubblica MPS, il cui azionista è il Tesoro, ha ceduto la piattaforma Juliette. E non poteva mancare la ciliegina finale. Sempre Quaestio sembra abbia deciso di dare il 35% degli NPL di MPS alla gestione di “do Bank” amichevolmente e con gratitudine per aver investito 35 milioni nel fondo Atlante II gestito sempre da Quaestio. Mi lasci fare una battuta, egregio direttore, se tutto ciò dovesse rispondere al vero sembrerebbe una riedizione della commedia di Eduardo de Filippo “Napoli milionaria” nella quale i milioni si parlavano e si cercavano tra loro per stare sempre tutti insieme affettuosamente! Mi fermo qui senza scendere in altri dettagli di una storia opaca piena di conflitti di interesse dentro la catena di Quaestio, di procedure anomale tra soggetti pubblici e privati con danni all’azionista pubblico (Monte dei paschi) e manipolazione del mercato. Essendo stato per alcuni anni un ministro finanziario ritengo mio dovere informare la massima carica amministrativa del ministero dell’economia perché verifichi quanto le ho detto ed all’occorrenza interrompa questa catena di eventi che sembrano fare emergere grandi illeciti. Ho tentato di parlarLe da vicino per evidenti questioni di riservatezza ma non sono stato fortunato. Non le sfugge l’esigenza di comprendere nei tempi più rapidi possibili la veridicità dei fatti per evitarmi di dover segnalare il tutto alle autorità vigilanti ed all’opinione pubblica. Conosco la sua alta professionalità ed il suo rigore amministrativo ed in essi confido perché si riporti a normalità questa catena di eventi nella necessaria riservatezza senza clamori che non farebbero bene al paese in un momento così delicato della sua vita politica ed economica.

paolocirinopomicino@gmail.com 

 

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