7 domande alla Boschi su Italicum e “riforma”: ci dice dove sbagliamo?

articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 13 settembre 2016

La ministra Maria Elena Boschi nelle prime due settimane di settembre ha girato in quasi tutte le feste dell’Unità sponsorizzando il SI senza mai scendere nei motivi per cui i cittadini dovrebbero accettare i suoi consigli. Tentiamo di ragionare insieme. a) è vero che se passa la riforma così come è congegnata gli italiani non voteranno mai più la maggioranza dei propri parlamentari visto che i senatori saranno nominati dalle segreterie dei partiti ed oltre 320 deputati saranno nominati attraverso i capilista bloccati? A nostro giudizio è vero. Può la ministra spiegarmi perché non lo dice agli italiani? b) è vero che nelle altre democrazie europee il senato viene eletto in maniera diversa (solo in Germania e in Gran Bretagna vengono nominati dai governi federali o dalla regina ma noi non siamo né uno Stato federale né abbiamo una regina)?  A nostro giudizio è vero, e la ministra cosa dice? c) è vero che la famosa scomparsa del bicameralismo perfetto è un falso visto che ogni legge approvata dalla camera prima di essere promulgata deve essere inviata al Senato (articolo 80 comma 3) il quale, su richiesta di un terzo dei componenti e cioè quasi sempre, può richiedere di esaminarla per cui la legge stazionerà al Senato per 40 giorni così come è scritto nell’articolo 10 del nuovo testo solo per suggerire modifiche che molto probabilmente saranno bocciate? A nostro giudizio è vero. E la ministra cosa ci dice? d) è vero che nelle materie in cui il Senato conserva potestà legislativa primaria insieme alla Camera se c’è un disaccordo il tutto rischia di impantanarsi perché al Senato il governo non può mettere il voto di fiducia? A nostro giudizio è vero. Per la ministra? e) è vero che su richiesta di un terzo dei deputati ogni legge approvata prima di essere promulgata può essere inviata alla Corte costituzionale per il suo parere annullando così una delle funzioni fondamentali del presidente della repubblica che deve dare il visto di costituzionalità ad ogni legge? A nostro giudizio è vero, la ministra cosa dice? Boschi ricorderà che Fanfani, come gli altri leader politici di tutti i partiti, spiegava sempre  che in politica un giudizio si dà dopo aver avuto una visione di assieme delle cose e pertanto ci consentirà, prima di continuare ad evidenziare altre contraddizioni, di guardare gli effetti devastanti sull’assetto democratico del Paese del combinato disposto tra la riforma costituzionale e l’Italicum. Ed allora 1) è vero che nel ballottaggio è rimasta ferma la norma per cui si deve indicare il candidato premier diventando così surrettiziamente una elezione diretta del presidente del consiglio che cambia senza dirlo la forma di governo? Per noi è vero, la ministra concorda?   2) è dunque vero che avremmo un bicameralismo imperfetto che non velocizza il processo legislativo; un governo fatto da una minoranza che diventa per grazia divina maggioranza assoluta nell’unica Camera che dà la fiducia; il segretario del partito che diventa maggioranza assoluta si sceglie la maggior parte dei parlamentari mentre i cittadini si dovranno accontentare di eleggere una sparuta minoranza dei deputati; il primo ministro avrà l’investitura diretta dal popolo nel ballottaggio portandosi dietro il premio di maggioranza del 15% e forse molto di più creando problemi alla Camera che rischia di non poter sfiduciare un premier eletto direttamente dal popolo. Questo quadro a nostro giudizio trasforma in chiave autoritaria la nostra democrazia politica voluta dai Fanfani e dai LaPira e da tutta l’assemblea costituente fatta da persone elette e non nominate. Può la ministra dirci se concorda o perché è in disaccordo?

3 Comments on "7 domande alla Boschi su Italicum e “riforma”: ci dice dove sbagliamo?"

  1. Finalmente un perfetta sintesi sulle ragioni ” politiche ” per dire NO alla pseudo “riforma”. Grazie per la concretezza.

  2. segnalo anche i commenti seguenti alla recensione sopracitata

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