L’Italia alla rovescia

pubblicato il 23 maggio 2014 su Il Foglio

Il mondo alla rovescia, almeno in Italia. Nella campagna elettorale per il parlamento europeo si è parlato di tutto tranne che di Europa, delle sue politiche, dei suoi errori e delle possibili correzioni visto, peraltro, che siamo alla vigilia della presidenza italiana nel prossimo semestre. Saggezza e serietà avrebbero chiesto che si discutesse delle questioni che l’Italia dovrebbe mettere sul tavolo del consiglio europeo suggerendo anche qualche soluzione. Ed invece il nostro sistema politico in preda ad un impazzimento generale tutto ha fatto tranne che affrontare questi problemi. Anzi, ha colto l’occasione delle elezioni europee per insulti sanguinosi con accuse reciproche di delinquenza e di cialtroneria. E se avessero ragione tutti? Insomma il mondo alla rovescia. In queste settimane sono avvenute due cose inquietanti. Il libro dell’ex segretario al Tesoro americano Timothy Geithner che parla di un’offensiva internazionale concentrica contro il governo italiano nel 2011 con manipolazione dei mercati e lo scontro furibondo all’interno della procura di Milano con accuse pesanti tra autorevoli magistrati inquirenti. Noi siamo tra quelli che dettero una mano alla caduta del governo Berlusconi nel 2011 e quindi non possiamo mai essere tacciati di simpatia politica nei riguardi del Cavaliere. Anzi da molti anni, dopo aver fallito nell’utopia di spiegare la politica ad uno dei più grandi comunicatori, ne abbiamo evidenziato le gravi responsabilità nello sgretolamento del sistema politico italiano inquinato da profili lideristici e padronali che hanno contagiato tutti, proprio tutti. Va ricordato, inoltre, che quando si dimise, Berlusconi non aveva più la maggioranza parlamentare. Detto questo, però, è inquietante quanto scritto dal segretario del tesoro americano circa un’offensiva internazionale contro il legittimo governo italiano creando finanche sospetti su possibili sponde nazionali. Ciò che scrive Geithner ha inoltre caricato di miliardi di euro il già pesante debito italiano. Ebbene in altri tempi questo argomento avrebbe campeggiato sui media nazionali e avrebbe alimentato un dibattito parlamentare. Niente di tutto questo è accaduto, e in un silenzio assordante su questo punto abbiamo continuato a vedere un intreccio di insulti, di comicità e di disarmante “quaquaraquismo”, come avrebbe forse chiosato Leonardo Sciascia. È l’Italia alla rovescia. La lampante frattura all’interno della procura di Milano è l’altro avvenimento di spessore accaduto in queste settimane. Accuse reciproche che, bon grè -mal grè, gettano un’ombra lunga sulla più autorevole procura italiana sulle cui spalle pesano lodevoli iniziative, ma anche terribili omissioni e spesso due pesi e due misure che hanno stravolto la storia del Paese. In altri tempi una spaccatura così grave avrebbe sollevato dibattiti seri e preoccupati per i messaggi che manda ad un’opinione pubblica già smarrita da strane coincidenze come quella accaduta in quel di Caserta dove una richiesta di arresto per il presidente del consiglio regionale della Campania candidato alle Europee inviata il 3 febbraio 2014 dalla procura produce effetti a maggio inoltrato pochi giorni prima delle elezioni. Ebbene, da tutto quanto è accaduto e accade nella procura di Milano nè i media nazionali e men che meno il parlamento che ricorda sempre più le goliardiche assemblee universitarie degli anni ‘50, hanno tratto motivo per aprire un confronto approfondito per sollecitare provvedimenti altrettanto importanti capaci di riportare tranquillità e fiducia nella giustizia milanese. Milano è il centro finanziario e produttivo del paese e continuando queste fibrillazioni l’unica cosa saggia per le imprese e per le società di ogni tipo rischia di essere quella di trasferire in altro luogo la propria sede legale e parte delle proprie attività. Anche qui, è l’Italia alla rovescia nella quale la giustizia da tempo è passata dal suo antico ruolo di serena e imparziale tutela della legalità ad un incubo per tutti ed in particolare per le persone e per le società perbene. In questo quadro sconvolge la possibile nomina a presidente della Agenzia delle Entrate di Francesco Greco, forse il più saggio della procura di Milano, per il messaggio che manderebbe al Paese, una resa della politica e il passaggio di mano del governo di settori cruciali ad esponenti della magistratura. È l’Italia alla rovescia, insomma, nella quale la politica, tra dilettantismi disarmanti e tragiche comicità, appare sempre più come un vaso di coccio tra i vasi di ferro di poteri impropri che nascondono il volto e la cui capacità è solo quella di erodere progressivamente il tessuto istituzionale del paese e, a seguire, la sua capacità produttiva e la stessa coesione sociale. Mesi difficili ci attendono e mai come ora vale il grido antico “Dio salvi l’Italia” con un appello accorato come quello che inviò nel 1919 Luigi Sturzo ai liberi e forti. Allora fu silenzio e fu fascismo.

1 Comment on "L’Italia alla rovescia"

  1. Rosario Pezzella | 25 maggio 2014 at 06:02 | Rispondi

    . . . Un’analisi come sempre lucida e puntuale, una lezione di Politica (quella appunto con la P maiuscola) . . . Una sola riflessione Caro Pomicino in merito alla vicenda del Presidente del Consiglio Regionale della Campania : è vero la richiesta della Procura Sammaritese risale al 03/02/2014 e l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domicilari risale a pochi giorni dall’apertura dei seggi. Vede, Caro Pomicino, da addetto ai lavori (faccio l’avvocato in una realtà nevralgica qual è quella di Napoli Nord) Le vorrei segnalare che come tempistica è assolutamente fisiologico che passi del tempo prima che il Gip adotti o meno il provvedimento richiesto dalla Procura; oltretutto, nel caso di specie, l’ufficio del Gip chiamato a pronunciarsi sulla richiesta ha anche proceduto a riqualificare giuridicamente i fatti ritenuti dalla Procura penalmente rilevanti e, questo, sicuramente ha comportato un approfondito esame della questione determinando tempi più lunghi per adozione dei provvedimenti ritenuti opportuni . . .
    La saluto con viva cordialità . . .
    Avv. Rosario Pezzella da Marano di Napoli

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