EFFETTI DELLA LEGGE SULLA MOBILITA’ FATTA APPROVARE DA PAOLO CIRINO POMICINO MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA NEL 1988

La mobilità volontaria dei pubblici dipendenti

La mobilità volontaria, regolamentata dalle disposizioni del D.P.C.M. 5 agosto 1988, n. 325 e della legge 29 dicembre 1988, n. 554 riguarda i trasferimenti a domanda dei pubblici dipendenti che dalla propria amministrazione siano stati dichiarati appartenenti ad un profilo professionale in esubero. I processi di mobilità volontaria sono stati avviati in via sperimentale e provvisoria, prima della rideterminazione delle nuove dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni mediante la rilevazione dei carichi funzionali di lavoro, per porre rimedio agli squilibri esistenti nella distribuzione territoriale del personale nei pubblici uffici. Alla data del 31 dicembre 1993, in seguito alla pubblicazione di n. 6 bandi per complessive 196.912 vacanze, sono stati trasferiti circa 7.200 dipendenti su circa 40.000 richiedenti, così ripartiti:
• Ministeri 3.300 (45,8%)
• Aziende di Stato 700 (9,7%)
• Enti pubblici 900 (12,5%)
• Enti locali 2.300 (32%)
Totale 7.200
A questi trasferimenti si aggiungono quelli relativi al personale della ex Azienda di Stato per i servizi telefonici, previsti dall’art. 4 della legge 29 gennaio 1992, n. 58, e avviati con apposito bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 bis in data 20 agosto 1993. Con tale bando sono stati messi a disposizione 14.933 posti, dei quali oltre i 2/3 dislocati negli uffici del nord, dove notoriamente esiste una forte carenza di personale. Complessivamente il personale interessato ammonta a 2.695 unità per un totale di circa 18.000 domande. A tutto il mese di maggio 1994 sono stati portati a termine n. 1549 trasferimenti, di cui n. 643 (41,51%) verso le Amministrazioni dello Stato, n. 453 (29,25%) verso Enti pubblici vari e Università, n. 374 (24,14%) verso le Autonomie locali e n. 79 (5,10%) verso uffici della Provincia di Bolzano.

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