Perchè la candidatura di Bassolino è un errore

articolo pubblicato su Il Mattino il 25 novembre 2015

Ho tardato a commentare l’ultima assoluzione di Antonio Bassolino perché preso dalla ultimazione del mio libro che tra 15 giorni sarà in libreria ma non è mai troppo tardi per esprimere la propria felicita per avvenimenti che dovrebbero far gioire tutti i cittadini, pubblici ministeri compresi. Io appartengo ad una cultura che vede in una condanna di un politico la condanna dell’intera politica così come, di contro, una assoluzione estende il proprio benefico effetto su tutto il sistema politico. So che Bassolino appartiene ad una cultura esattamente contraria alla mia come dimostrò venti anni fa ma è anche comprensibile in quanti, avendo sempre sbagliato politicamente, vedono le indagini su di un avversario come un colpo di fortuna. Devo anche dire che questa vicenda testimonia anche una evoluzione positiva della attività giudiziaria divenuta più prudente tanto che ha giustamente risparmiato a Bassolino indagini sui familiari o su situazioni patrimoniali mentre a noi non fu risparmiato il sequestro del motorino di una figlia in quanto profitto di reato per non dire altro. Un uomo di Stato, infatti, non può che gioire per una giustizia serena e priva di acrimonia e che sappia anch’essa felicitarsi se un governante alla prova dei fatti è un innocente. Detto questo e felicitandomi ancora una volta con Bassolino e con i suoi giudici ritengo che sia un errore la sua candidatura. Vero è che nasce in un deserto politico impressionante ed in un partito che a volte mi intenerisce per cosa è diventata e per come ha perso ogni identità. L’altro giorno, infatti, ho visto una fotografia della segreteria del PD riunita ed ho visto tanti amici democristiani che mi è sembrata, per un momento, una foto d’antan di una sezione della DC. Ma vengo al punto. La candidatura di Bassolino ritengo sia un  errore perché mai sindaco fu così pieno di poteri eppure così tanto inadeguato. Come dice Paolo Mieli la memoria non ci deve mai lasciare se non vogliamo smarrirci ed allora è bene ricordare che Bassolino ha governato Napoli per ben 17 anni. Per i primi sette anni direttamente (1993-2000) e per i successivi dieci anni indirettamente avendo messo, tanto per non cambiare, a fare il sindaco una amica  democristiana politicamente fragile come Rosa Russo Iervolino collega di governo per 4 anni con De Mita ed Andreotti. Ma non è finita. Durante il suo sindacato fu anche per un biennio ministro del lavoro con una somma di poteri impressionante con i quali ha distrutto il suo stesso partito sciupando la grande opportunità di far decollare Napoli in una stagione in cui non  vi era una opposizione degna di questo nome e mitizzando il partito personale che tanto male ha fatto all’Italia. Se Napoli è nelle condizioni attuali la responsabilità grande non può non averla chi negli ultimi 22anni l’ha governata per 17 anni. Ma dico di più. Bassolino appartiene ad una generazione nata e cresciuta nei grandi partiti popolari ed oggi non dovrebbe far mancare un suo contributo al rilancio della città e del paese senza tentare di ripetere una esperienza di governo fallimentare. Eppoi che partito mai è quello che rottama secondo il verbo renziano uomini come D’Alema e Veltroni, per non parlare di tantissimi altri, e sarebbe pronto a votare chi ha messo Napoli in berlina sui giornali di tutto il mondo non per dolo, naturalmente, ma per inadeguatezza. Il mio ragionamento è nell’interesse dello stesso Bassolino che credo dimentichi che l’autorevolezza politica non sta nella funzione che si svolge ma nel pensiero politico e nella proposta programmatica che si è capaci di mettere al servizio della comunità perché, diversamente, è la funzione ad essere autorevole e non la persona che senza di essa va nell’oblio. Lo dico avendo suggerito alle cosiddette forze politiche (ma siamo certi che non siano oggi debolezze politiche?) di mettere in pista ed insieme le migliori energie di ieri e di oggi per ridare una speranza a Napoli visto che i partiti, quelli veri, non ci sono più. Da tempo ho un privilegio che mi è tanto caro, quello di non essere ascoltato, e così sarà anche questa volta e vedremo ripetere una ridicola procedura come quelle delle primarie che svuotano il ruolo politico degli organi di partito ed offrono l’occasione di rimestare il peggio del peggio come è sempre avvenuto in queste occasioni. Scherzando, ma non troppo, uso dire che Napoli è diventata la striscia di Gaza dove anche la speranza fugge inorridita ed ho l’impressione che se ciascuno di quelli che hanno svolto grandi ruoli pubblici non scoprono una generosità disinteressata perché cresca per davvero una nuova classe dirigente difficilmente  la città potrà tornare a dare al mondo e alla sua umanità dolente quella magia vivibile, prosperosa e sicura. Per quanto mi riguarda questa scelta l’ho fatta da tempo ma mi accorgo che non riesco a fare proseliti.

1 Comment on "Perchè la candidatura di Bassolino è un errore"

  1. Buonasera Onorevole,
    “Non è assolutamente vero che nessuno Vi ascolta!”
    Leggo con molto interesse i vostri articoli. Con ironia e precisione lessicale rendete la lettura dei vostri articoli molto piacevole.
    Vi lascio con un piccolo commento di come vedo e vivo l’attuale scenario politico
    «Venditori di menzogne da anni immobilizzano il nostro territorio rendendoci schiavi di un falso Dio chiamato “Burocrazia”.
    Spacciandosi per sapienti con il sorriso da davanti e con il ghigno alle spalle s’ingrossano le tasche mentre svuotano le nostre.»

    Con affetto e tanta stima,
    Carmine un ventottenne qualunque…

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