La Paperopoli del cambiamento funziona solo se i populisti cambiano idea

articolo pubblicato su Il Foglio Quotidiano l’11 settembre 2018

Contrordine compagni su tutti i fronti. Dopo aver creato il caos nelle scuole e tra le famiglie sull’obbligo dei vaccini improvvisamente un barlume di ragione ha confermato l’obbligo grazie anche alla ferma presa di posizione dei presidi. Mentre scriviamo però arriva il contrordine al vecchio contrordine per cui fino a marzo varrebbe di nuovo l’autocertificazione, dopo chissà! Come si sa il mondo è una ruota si cambia si gira e si torna a cambiare!! Dopo decine di dichiarazioni irresponsabili sullo sforamento del 3% del rapporto deficit/pil qualcuno forse ha spiegato ai nuovi governanti che non bisognava temere tanto la commissione europea quanto i mercati che in quel caso avrebbero reagito immediatamente aumentando i rendimenti sui titoli del nostro debito pubblico scaricando non solo sulla finanza pubblica ma anche su famiglie e imprese un aumento dei tassi di interesse rallentando così una crescita già di per sé rallentata. Ed ecco allora un altro contrordine affidato in particolare a Salvini certamente il più autorevole tra i due dioscuri e le prospettive sul deficit si fermano al 2% buono forse per la commissione non sappiamo se è anche un buon segnale per i mercati. Adesso siamo alle prese con la pace fiscale e passerà del tempo prima che si accorgano che o si coinvolge una massa importante di contribuenti o la raccolta di risorse sarà misera. Alla stessa maniera ci vorrà ancora del tempo per capire che diventa difficile individuare i ricchi della nostra cara Italia nei pensionati con 4 mila euro mensili mentre si riducono le tasse a chi guadagna centomila euro l’anno o forse più. Siamo insomma a Paperopoli dove il paradosso, la finzione e le contraddizioni regnano sovrani senza neanche la tradizionale simpatia dei personaggi di Walt Disney. Questo governo ha raggiunto un record nella storia unitaria del paese, ha fatto danni non con i provvedimenti che non ha varato ma con le parole tant’è che la somma delle dichiarazioni quotidiane dei maggiori responsabili nei primi due mesi ha già fatto aumentare la spesa per interessi ed ha fatto fuggire dal paese oltre 50 miliardi di investimenti dai nostri titoli del debito pubblico. D’altronde è più che naturale. A Paperopoli si va per divertirsi e giocherellare non certo per investire idee e risparmi. La vicenda dell’Ilva chiusa grazie ai sindacati e ad Arcelar Mittal ha corso, infatti, anch’essa un rischio tra le nuove Scilla e Cariddi di una illegittimità ed una annullabilità impossibile facendo perdere così ancora alcuni mesi ad una trattativa già di per sè complessa ed alla quale certamente non serviva il caos dell’avvocatura e dei suoi pareri. Per non parlare che si invoca la nazionalizzazione delle autostrade che non sono mai appartenute allo Stato ma all’Iri e si resta in silenzio dinanzi al prossimo passaggio in mano francese di Unicredit mentre ristagna l’accordo tra Fincantieri e i cantieri francesi di Stx. Insomma come la si volta e la si gira è sempre Paperopoli con gli annunci, le finzioni, i contrordini e menate varie. Dobbiamo però riconoscere che in quanto a divertimento ogni giorno ce ne è uno. L’altro giorno Di Maio ci ha spiegato che noi saremmo fatti per il 90% di acqua ma forse dimentica che questo è possibile senza ossa e innanzitutto senza cervello come forse sono i cittadini di Paperopoli. Con tutto il rispetto dovuto al governo e a Paperopoli, però, non vorremmo che giocando giocando ci ritrovassimo sotto l’alto patronato russo e cinese dopo aver picconato ed urlato contro una Unione Europea che con tutti i suoi difetti che vanno corretti è pur sempre in una stagione della globalizzazione uno scudo reale sul piano commerciale, finanziario e tecnologico ed è innanzitutto una Unione nella quale il parere dell’Italia è fondamentale sempre quando, naturalmente, non si mandi a rappresentarci i cittadini di Paperopoli.  

paolocirinopomicino@gmail.com

2 risposte a La Paperopoli del cambiamento funziona solo se i populisti cambiano idea

  • elio reina scrive:

    Le opinioni di Paolo Pomicino in questo articolo, tra il serio e il faceto, oltre che ad essere reali, creano turbamento. Chi conosce le cose della politica sa che l’attuale è un periodo buio interpretato da soggetti insignificanti eterodiretti, che possono portarci alla rovina

  • Cambiare idea a secondo di dove tira il vento dei followers sui social non porta da nessuna parte. Il rischio è quello di finire sotto sotto l’alto patronato russo e cinese!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguimi su Twitter!

Categorie

Archivi