Partiti in movimento

Sembra che qualcosa si muova nello sclerotico sistema politico italiano. Segnali o poco più ma che possono evolvere verso nuove alleanze ricollocazioni di partiti che in buona parte sono ancora in cerca di autore. Il primo segnale è la elezione massiccia di Zingaretti alla segreteria del PD dopo due anni di litigi, silenzi, strascichi che tanto male hanno fatto al partito ed al paese. Ma il PD di Zingaretti ha una montagna da scalare, quella della sua identità profonda essendo da tempo non più percepito come un partito di sinistra ed allo stesso tempo neanche come un partito di centro. Questa pessima percezione la si riscontra nei risultati. Nel 2001 i DS avevano poco più del 18% ma i suoi alleati della Margherita erano al 14%. Oggi dove sono gli alleati del PD? L’avere inglobato in un partito di cultura socialista una parte rilevante della sinistra democristiana ha fatto sì che si diluissero entrambe le identità in una stagione internazionale nella quale nuove e terribili sfide attendono i governi e le forze politiche. Un consiglio non richiesto. Affidi Zingaretti ad un gruppo ristretto il compito di preparare una tre giorni di riflessione politica aperta sulla falsariga di ciò che fece Aldo Moro alla vigilia dell’incontro con i socialisti attivando così quel dibattito alto che la gente richiede per continuare a credere nella politica. Non ci è sfuggito dall’altro lato la improvvisa e per certi aspetti anche provvidenziale confluenza nella famiglia dei conservatori europei della Meloni e del suo partito. Se le cose andranno avanti Salvini sarà l’unica destra di questo paese mentre fratelli d’Italia non potrà non muoversi nell’alveo di un conservatorismo moderato, democratico e liberale. Anche questa sarebbe una novità positiva di gran lunga più importante della lontana Fiuggi. Chi sembra in mezzo al guado è Forza Italia che pur essendo nella famiglia popolare non riesce a fare una opposizione durissima al governo che persegue una linea di politica interna ed estera alternativa ai popolari europei. Forza Italia è un partito di centro e quali che siano le alleanze locali non può non guardare da ogni parte per dare un governo diverso al paese. Peraltro è quello che ha fatto Salvini con i 5S portando il paese in recessione. Il tempo si sta esaurendo e se la nostra vista è ancora buona questi segnali hanno bisogno di un’accelerazione ed un approdo per rimettere la nave Italia nella giusta direzione di marcia.
paolocirinopomicino@gmail.com

articolo pubblicato su Il Foglio Quotidiano il 13 marzo 2019

1 Comment on "Partiti in movimento"

  1. Partiti in movimento, ma senza un vero nocchiere al timone: Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!!!

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