Monti e i suoi candidati

Interventi & Repiche
Tratto dal ” Corriere della sera” del 03 febbraio 2013

ho letto con attenzione la risposta del presidente Mario Monti all’editoriale di Aldo Cazzullo e con tutta la simpatia che provo verso un mio antico ed autorevole collaboratore al ministero del bilancio resto allibito. Monti spiega che i candidati nelle sue liste, a cominciare dai capilista, sono tutte persone che eccellono nei propri settori di attività tacendo quale esperienza politica ciascuno di essi abbia mai avuto nella propria vita. Esperienze politiche che il professor Monti ritiene, probabilmente, inquinanti la purezza e la qualità di una lista che si candida al governo del paese dimenticando che governare è cosa ben diversa dalle “competenze” e dalle eventuali “eccellenze” che nei singoli settori rappresentano i suoi candidati alcuni dei quali sono amici personali. Al professor Monti, che spesso richiama Alcide de Gasperi con il desiderio non troppo nascosto di somigliargli, devo ricordare che il grande leader trentino non aveva alcuna competenza settoriale ed anzi in una lettera inviata alla moglie confermava che non sapeva far altro che politica. E fu uno dei più grandi statisti italiani ed europei. Ciò che il presidente Monti non ha mai compreso quando ne discutevamo 20 anni fa e poi nel 2005 ad una cena dopo un nostro dibattito a Bruxelles, è che la politica richiede, come ogni attività umana, talento e professionalità con l’aggiunta, però, di una visione d’insieme che solo l’esperienza e una cultura politica di riferimento possono dare, visione d’insieme che le eccellenze professionali e imprenditoriali spesso non hanno perché possono farne a meno. D’altronde quando sentiamo dire dal presidente Monti che destra e sinistra non ci sono più, e men che meno il centro, un brivido percorre  la nostra schiena perché, dalla rivoluzione francese in poi, questo è stato sempre lo slogan di ogni autoritarismo. Come fa il nostro premier a non accorgersi, quando incontra in Europa i capi di Stato e di governo, come questi, oltre che a rappresentare ciascuno il proprio paese, sono donne e uomini portatori di culture politiche forti e diverse che alimentano, a loro volta, visioni altrettanto diverse dei bisogni e delle inquietudini delle moderne società? Monti non si riconosce in nessuna di quelle culture e, spiace dirlo, tutto ciò è tipico di un cinismo tecnocratico e di una visione autoritaria del governo di un paese possibile solo con un parlamento politicamente sprovveduto. Per l’appunto.
Paolo Cirino Pomicino

3 Comments on "Monti e i suoi candidati"

  1. ANTONIO DI MATTEO | 6 febbraio 2013 at 12:22 | Rispondi

    Sara’ un anziano democristiano ma esprime l’idea alta della politica. Abbiamo gettato a mare le idee belle della prima repubblica mantenendo le brutte sovralimentate da nuove come il liderismo, il rampantismo politico. Non so se io sia ancora un comunista, mi vengono dubbi che lo sia mai stato realmente. Oggi non mi vergogno nel dire che condivido il pensiero di pomicino.

  2. Andrea D'Alterio | 6 febbraio 2013 at 23:58 | Rispondi

    Il pensiero e la capacità di sintesi e di visione della società dell’on. Pomicino sono sempre attualissime.
    Se mi viene in mente la nostra città capoluogo (Napoli), le sue illuminate visioni di sviluppo “NEONAPOLI”,restano ancora attualissime ed inascoltate.Siamo passati dall’incompiuto Bassolino al nulla al potere di De Magistris.

  3. Sono d’accordo con l’analisi fatta dall’On. Pomicino in merito alle qualità che devono essere presenti nella politica: talento, professionalità e una visione d’insieme che sicuramente Professori ed Imprenditori non possono avere perchè nasce da una lunga tradizione politica. Ma si è dimenticato di altre qualità molto importanti:. Moralità, Umiltà, Semplicità. Virtù da tempo estinte nel nostro Parlamento
    Chissà perchè quando guardo Monti mi ricordo sempre del film: “L’avvocato del Diavolo” con Al Pacino nella parte del Diavolo il quale riacchiappa l’anima dell’Avvocato con la vanità. Io penso che Monti sia vittima dello stesso contagio di tutti i nostri politici. Mai come ora mi sento una “voce fuori dal coro”.

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