Scegliete il presidenzialismo e una legge proporzionale con preferenze, e vedrete che la legislatura durerà

Pubblicato su “Il Foglio Quotidiano” di mercoledì 29 maggio 2013

Gaetano QuagliarelloTra i tanti problemi che affliggono l’Italia quello di una nuova legge elettorale non è fra gli ultimi vista anche la presenza di un governo che molti della sua maggioranza vorrebbero finisse presto. Ma come è noto non c’è alternativa a questo governo e più ancora a questa coalizione fallita la quale si va dritti alle elezioni anticipate. Nelle mani del ministro Quagliariello c’è la ricerca di un bandolo dal quale cominciare un percorso sperabilmente breve dopo anni di follie e di incomprensioni. Quagliariello dice, e con lui il Pdl, che la nuova legge elettorale non può che essere coerente con le tanto auspicate riforme costituzionali, dalla forma di governo a quella del Parlamento. Il Pd, e la sinistra in genere, chiede, ora e subito, una nuova legge elettorale come norma di salvaguardia democratica, visto che l’attuale governo può cadere da un momento all’altro non essendo un governo di legislatura. Ciò significa, dicono i dirigenti del Pd, che se la considerazione di Quagliariello è giusta, non è condivisibile la tempistica ( prima le riforme costituzionali, poi la legge elettorale). Due posizioni diverse ma entrambe piene di verità logiche e largamente compatibili anche sul terreno della tempistica. E ci spieghiamo partendo da dove siamo e cioè da una democrazia parlamentare che, se pur violata con l’indicazione del candidato premier sulla scheda, resta pur sempre viva e vitale con tutto il peso dei suoi anni. Ed allora la giusta “ norma di salvaguardia” è una nuova legge elettorale, ora e subito, che, però, non può che andare verso un sistema proporzionale di tipo tedesco con soglia di sbarramento al 5% e con preferenze quantomeno per il 50% dei parlamentari e senza quell’offensivo premio di maggioranza che non solo non c’è in alcuna democrazia occidentale ma ha fatto impallidire sinanche la vecchia legge Acerbo di fascista memoria che ebbe la dignità di richiedere almeno il 35% dei consensi per far scattare il premio di maggioranza. Il nostro Porcellum è arrivato, invece, a dare il 55% dei deputati ad una coalizione che ha raggiunto a malapena il 29,5% dei voti. Una siffatta legge proporzionale con soglia di accesso al 5% non solo non sollecita effetti pruriginosi per tornare subito ad elezioni anticipate come farebbe, invece, un premio di maggioranza, ma è nella tradizionale logica di tutte le grandi democrazie parlamentari nelle quali, appunto, è nel Parlamento che le maggioranze si formano e si disfano. Il 50% dei parlamentari eletti con le preferenze farebbe ritornare quel rapporto eletto-elettore con la gradualità necessaria dopo venti anni di follie legislative. A chi vorrebbe tornare subito al Mattarellum ( collegi uninominali maggioritari) vorremmo chiedere se quel sistema non è un modo per aggirare la richiesta pressante della società di scegliersi da sola il parlamentare visto che, nel Mattarellum, in ogni collegio c’è un solo candidato di partito o di coalizione e l’elettore non può scegliere tra diversi candidati se non cambiando partito e coalizione. Per dirla in maniera brutale, qual è per il Pd la difficoltà nell’ adottare nella scelta del parlamentare il criterio che lo stesso Pd ha scelto per le sue primarie e cioè la preferenza? Con la soluzione descritta avremmo il tempo per metter mano alle riforme costituzionali, avremmo la garanzia di non andare alle lezioni con il Porcellum né di spingere “ i guerrieri” di ogni partito a predicare l’immediato ritorno alle urne perché non ci sarebbe convenienza per nessuno grazie alla scomparsa del premio di maggioranza. Sul terreno delle riforme costituzionali, poi, la crisi culturale ed ideale dell’intero sistema dei partiti e il fossato che li divide dalla società italiana ricorda da vicino la quarta repubblica francese, impaludata, per l’appunto, dall’impotenza dei partiti e spinge inesorabilmente verso una democrazia presidenziale. La storia e la filosofia politica ci dicono, infatti, che una democrazia parlamentare è viva e vitale se i partiti che la innervano godono di buona salute e vengono avvertiti dall’opinione pubblica come un ponte reale tra società e istituzioni. Da venti anni questo ponte è stato prima svillaneggiato e poi distrutto. Ma un sistema presidenziale impone pesi e contrappesi ed in primo luogo al peso dei poteri presidenziali il peso dell’altro sovrano democratico, e cioè un Parlamento, diminuito nei suoi membri, ma autorevole nei suoi poteri e, a quel punto, una eventuale rivisitazione della legge elettorale. Fuori da questa linea, spiace dirlo, c’è solo l’allargamento di quel baratro che divide la società italiana non solo dalla politica ma anche dalle istituzioni democratiche.

1 Comment on "Scegliete il presidenzialismo e una legge proporzionale con preferenze, e vedrete che la legislatura durerà"

  1. Tiziano Muliere | 13 aprile 2014 at 21:15 | Rispondi

    Completamente d’accordo con questa analisi e sintesi,fermo restando,il mio esser un convinto parlamentarista e proporzionalista,devoto alla separazione dei poteri del Montesquieu.

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