177 Comments on "Images tagged "andreotti""

  1. francesca | 11 Luglio 2012 at 16:55 |

    Salve sono Francesca di nettuno un taglio che si può fare, è verso quelle persone che sono disabili e furbetti che non frequentano il loro lavoro presso scuole ospedali ecc. Statali che si approfittano della loro condizione, facendo fare il loro lavoro agli altri ma percependo lo stesso stipendio di chi è fisicamente idoneo e sapendo bene che loro sono tutelati e vanno via dal posto di lavoro prima degli altri perché sono tutelati e non è giusto per i bravi lavoratori. Spero in un vostro provvedimento cordiali saluti.

  2. petrucci umberto | 26 Luglio 2012 at 17:02 |

    onorevole! lei che ha scritto un libro memorabile come: strettamente confidenziale. e con tutti i guai che ha passato farsi mettere sotto dalla rappresentante del PD e quel bamboccione di Feltri (che sfrutta l’omonimia del suo cognome come vittorio) oggi 26/07/12 ad omnibus è stato insopportabile.
    ma quanto vi decide Voi vecchi DC a dire veramente la storia di questo paese. il PCI che aveva la vittoria in tasca nel 94 si è visto togliere il piatto dal tavolo da un “intruso” della politica. ma è così difficile parlare chiare visto anche l’età che avanza. ma si ricorda ancora cosa le disse Chiaromonte a proposito di Violante? ma vi conviene continuare a nascondere le cose. gli italiani onesti hanno il diritto di sapere. questi hanno bloccato il paese per vent’anni solo per fare la lotta a berlusconi. come se loro nel passato sono stati dei francescani. via sono insopportabile. lo dice uno che è stato iscritto al PCI.
    grazie per l’attenzione. se mai glielo fanno leggere, questo piccolo sfogo.

    • Paolo Cirino Pomicino | 27 Luglio 2012 at 10:29 |

      Non credo che nessuno ci abbia messo sotto tanto che spesso tutti si dichiaravano d’accordo. Resta il fatto che un democristiano non scenderà mai nel cortile degli insulti. Grazie per le sue parole

  3. fabrizio pezzani | 5 Agosto 2012 at 10:18 |

    Bravo , non seguivo la sua attività giornalistica di critica fino a quando un amico del mef ha cominciato a girarmi i suoi pezzi . La Storia nuova del nostro tempo richiede conoscenza storica ma capacità di immaginazione e fantasia altrimenti si finisce col dare ricette vecchie a malattie nuove . Come diceva il grande Toynbee le società collassano quando vengono meno le elites creative sostituite da altre dominanti incapaci di rinnovarsi negli ideali e negli uomini che per mimesi attirano sempre più quelli di basso valore . A quel punto le società si frammentano in parti autoreferenziali che confliggono ,è da quel momento che la società comincia a collassare ed oggi siamo allo stesso punto . Lo scorso anno , in febbraio , ho pubblicato un lavoro .” La competizione collaborativa .Ricostruire il capitale sociale ed economico ” in cui ho cercato di dare evidenza empirica cge la crisi ha orini profonde e lontane nel campo della speculazione – Kant e l’idealismo tedesco come inzio Marx come fine – che ha generato una società individualista e conflittuale ed antiegalitaria nella redistribuzione sul reddito . Il libro all’inizio coraggioso e controcorrente ha poi cominciato a suggerire un modello sococulturale alternativo a quello oggi dominante . Il vero problema sono gli Usa che hanno creato una società asimmetrica aquella pensata dai padri fondatori . Oggi la povertà crescente , ai livelli del 58 ma era un’altra società , la disoccupazione – i dati veri sono molto diversi perchè raccolgono i sottoccupati e quelli che il lavoro non lo cercano più , infine la disuguaglianza vicini ormai alla Bolivia ed all Colombia faranno esplodere le già critiche patologie socialo che stanno devastando una società di disuguali . La crisi rappresenta nel profondo il fallimeto del modello americano e dimostra che l’unico liberismo che funzione è quello del più forte come diceva Tucidide già 2300 anni fa nella Guerra del Peloponneso . Dopo tutta questa introduzione volevo congratulaarmi con la sua capacita di ” leggere ” la Storia che il pensiero unico tecnico-razionale non ha perchè guarda solo al futuro . La penso come lei e questo può verificarlo andando su google dove sono ripresi miei pezzi ed un video recente su ” L’altra finanza ” dove cerco di ripercorrere la genesi della crisi del notro tempo partendo da quel genio , poco conosciuto , di G.B. Vico napoletano anche lui che con la sua ” Scienza nuova ” nel 1724 sosteneva che l’uomo conosce solo quello che fa – verum ipsum factum – e fa la Storia ma a dettare le sue scelte è la sua natura che non cambia mai , per questo ” historia se repetit ” . Oggi siamo nel periodo degli uomini barbari ed aspirimo a recuperare il senso delle relazioni sociali che ci spingano verso la collaborazione perchè l’uomo non può essere felice da solo ma la società di oggi individualista è contraria alla natura stessa dell’uomo.
    Senza conoscerla , a proposito della scelta di Monti , altro tema , sui tecnici dicevo che pre bloccare l’evasione fiscale io avrei sempre chiamato un napoletano ora direi lei . Mi auguro di poterla incontrare per parlare , out of the record , dei temi veri ed alti .
    PS Nel 2001 sono stato in Cina con una delegazione italiana , come rappresentante della Bocconi , sono stato spesso assime a Giulio Andreotti con il quale si era creato un rapporto non banale , so che lei gi è stato vicino , confermo ” grandissima persona ” ce ne fossero come lui che si è trovato a gestire uno dei periodi più difficili della nostra storia e ne siamo usciti , ma la memoria della genta è sempre corta . Scusi la lunga chiaccherata ma non sempre , oggi , si incontrano persone stimolanti.
    Cordiali saluti e . spero , a presto,
    Fabrizio Pezzani

  4. raffaele reina | 24 Settembre 2012 at 14:47 |

    lo dico sempre: la magnanimità democristiana per certi aspetti è stata giusta per altri si potevano approfondire le biografie di chi cercava favori e prebende. Comunque vale sempre il vecchio motto del sommo Dante: non ti curar di lor, ma guarda e passa.

  5. fabrizio pezzani | 9 Ottobre 2012 at 08:45 |

    La cultura tecnica oggi prevalente ma condannata al collasso , Usa per primi , guarda solo al futuro perchè ritiene che ogni aumento di potenza tecnica sia semplicemente progresso un accrescimento di utilità , di benessere , di forza vitale ; ma in realtà la conoscenza tecnica e la potenza che ne derivano è polivalente : possono essere bene ma anche male . L’acquisizione del potere tecnico non ha avuto una pari crescita nel senso di responsabilità e di serietà necessarie per governare la potenza tecnica da noi creata quindi il rischio che l’uomo la usi male diventa estremamente realistico e pericoloso , ed il mezzo con cui vengono dominati i problemi diventa sistematicamente la violenza.
    Il pensiero tecnico – razionale ha soffocato il pensiero creativo che è l’unico che porta avanti le società . L’illusione di una perpetua dominanza ha bloccato la capacità di rispondere in modo innovativo e creativo alle nuove sfide poste dalla storia che sono state affrontate invece con le vecchie logiche , cristallizzando la élite al governo e determinandone la decadenza . Il grande Toynbee fa coincidere l’inizio della decadenza di una società con il momento in cui la sua élite al governo perde la capacità creativa di rispondere allesfide esterne ; quando questa sua capacità viene meno , peerchè illusa dal potere o per inettitudine si trasforma in una élite dominante che ricerca il proprio interesse egoistico . Infatti se la maggioranza dominante rimane creatrice è orientata ad un perpetuo mutamento nei suoi ideali e nelle persone che la compongono ma se perde quella connotazione degenera in na corporazione sempre più irrigidita perchè perde qualsiasi capacità di rinnovamento ideale .” La malattia che inibisce i figli della decadenza non è una paralisi delle loro faacoltà naturali ma un collassso della loro eredità sociale che interdice ogni esercizio delle loro inalterate facoltà in un ‘efficace e creativa azione sociale ” . Il responsabile del crollo è sempre e solo l’uomo . Il venire meno di tale capacità ha una corrispondente perdita di unità sociale nel’insieme della società che si sfilaccia in parti autoreferenziali che finiscono per confliggere , per mimesi si finisce per attrarre persone sempre di più basso livello e qualità che non sarebbero mai state chiamate prima così ” le società non muoiono per morte violenta ma per suicidio ” ( E’ vero abbiamo una decadenza culturale ed intelletuale a tutti i livelli ). Ilsuicidio si consuma lentamente dissanguando ed indebolendo il corpo sociale . Ma accanto all’ossificazione delle idee Toynbee rileva l’importanza della perdita della temperanza da parte della élite che affretta il crollo, così vengono poste in essere azioni avventate e controproducenti per l’intera società che dimostrano un senso di onnipotenza che porta direttamente alla sconfitta ; si forma una sorta di ubriacatura per la vittoria , il tempo antico del successo porta ad una coazione di comportamenti regressiva , direbbe il grande Freud , il ritirno ad un passato felice e la difficoltà di affrontare il dolore deel cambiameno uccidono le società umane . E’ quello che è successo alla Russia ed è quello che sta accadendo agli USa ed è purtroppo quello che sta accadendo a noi

  6. Alberto49 | 26 Ottobre 2012 at 23:17 |

    Caro Professor Pomicino, non so se lei lo sia o meno ufficialmente, ma sicuramente dal mio punto di vista lo è, visti i risultati dei professori che non solo da noi si intestardiscono ad applicare senza alcun successo, politiche assurde di austerity fine a se stesse e senza alcuna apertura strategica. Ciò premesso, io sono di quelli che dicono che l’ euro così non regge e tantomeno potremo reggere noi che avremmo bisogno di almeno un decennio per ritornare competitivi, risolvendo i nostri innumerevoli problemi che bloccano il paese (citandone alcuni soltanto, parlo di sistema energetico assurdo, di infrastrutture obsolete, di istruzione sottosviluppata, di pressione fiscale effettiva al 55%, di differenze spaventose di PIL pro capite tra nord/centro/sud, di tutti i costi della corruzione e della macchina della giustizia, etc.). I tempi ed il numero enorme di problemi da risolvere all’ interno di quei tempi necessari, sono incompatibili con l’ attuale situazione generale della moneta europea; ecco perchè io ritengo matematicamente impossibile la prosecuzione dell’ esperienza, a meno di radicali variazioni nella distribuzione delle risorse per aiutare le economie in difficoltà (quel 2% che lei espone è essenziale, ma io ritengo non sufficiente, a causa del fiscal compact e del ESM) attraverso compensazioni anticompetitive, o in alternativa una radicale conversione del mandato della BCE, in linea con quello della FED. Ciò a mio avviso significa, che permanendo l’ impossibilità di queste radicali riforme europee, e non se ne vede alcuna possibilità, la struttura collasserà implodendo.

  7. bruno mecheroni | 17 Novembre 2012 at 07:55 |

    Lucido come sempre, condividoin pieno l’analisi.

  8. Gentile On. Paolo Cirino Pomicino,
    penso che Lei sia uno dei pochi cervelli pensanti in circolazione, o, se ce ne fossero più di quelli che vedo, uno dei pochi libero al punto di esternare analisi impopolari, controcorrente, scomode e faticose da percorrere più dei sacrifici montiani, ma in quanto tali necessarie per evitare le derive cui siamo destinati.
    Ha colto l’essenza di quello che è successo negli ultimi venti anni, anzitutto per quanto riguarda il rapporto tra politica e gli altri poteri, la perdita di riferimenti ideali e progettuali, ed ha con lucidità proposto un possibile percorso per riappropriarsi della nostra civiltà, una sorta di Umanesimo di razza contadina, a metà strada tra Don Camillo e Peppone.
    Per non esser tacciato di scrivere un panegirico, puntualizzo che la mia prima tessera è stata con Democrazia Proletaria e per anni, fino al 2001, ho militato attivamente in Rifondazione Comunista, quindi molti sono i punti sui quali abbiamo una diversa sensibilità, ma mi tolgo il cappello davanti a chi, nel deserto dell’attuale discussione politica, pone una riflessione tanto centrale quanto praticamente taciuta quale è la questione della moneta e, quindi, dei cambi.

    Venendo al Suo articolo, l’urgenza di un nuovo ordine monetario (e qui c’è il Suo merito per aver individuato l’argomento) dovrebbe essere al centro di ogni agenda politica, nazionale ed internazionale.
    Bretton Woods aveva già in sè i vizi che portarono alla capitolazione di Nixon: era uno schema destinato al fallimento in quanto alla “saggezza” degli Stati Uniti era lasciata la tentazione di non abusare del grandissimo privilegio di stampare dollari in un regime di cambi fissi (contro dollaro); già nel ’33 con Roosevelt e l’abbandono del gold standard si ebbe la svolta decisiva. Tuttavia è sostanzialmente vero che con Nixon si apre formalmente la strada alla Globalizzazione, ovvero quel processo che permise la finanziarizzazione dell’economia, ovvero la possibilità di rendere permanenti e cronici i deficit esteri con tutti i corollari del caso.
    Quanto detto, dal mio insignificante punto di vista, implica che o si ritorna ad ancorare la moneta a beni reali, per esempio l’oro (tornando, quindi, ad una situazione precedente al 1933), oppure ogni sistema monetario è destinato nel tempo a creare quegli squilibri nell’offerta di credito che finiscono per drogare inizialmente l’economia per poi ricondurla ad una dura recessione. Ad ogni ciclo così indotto aumentano in misura tanto esponenziale le quantità di denaro nozionale necessarie per invertire il ciclo negativo che inevitabilmente si arriva ad un punto in cui il debito diventa impagabile ed inevitabilmente si arriva all’implosione del sistema. Non a caso, in tempi in cui il buon senso era più diffuso, si prevedeva il Giubileo dei debiti, per non parlare poi del divieto storico delle grandi religioni monoteistiche al prestito con interesse (usura).
    Quando parlo di implosione del sistema, ovviamente non mi riferisco all’implosione del sistema monetario (che in un sistema di Fiat Money è sempre evitabile) ma all’implosione del sistema economico reale indotta dal sistema monetario: ciò avviene ogniqualvolta e nella misura in cui il saggio di interesse non è lasciato al libero mercato e/o non è frutto della rinuncia temporanea del prestatore di un bene reale.
    In estrema sintesi, o torniamo alla situazione precedente al 1933, o alla lunga inevitabilmente saranno le armi che regoleranno crediti inesigibili tra Nazioni diverse. Ho l’ottimismo della volontà in merito, ma la sfida è lanciata a personaggi che non hanno dimostrato la lungimiranza di ben altri protagonisti della storia moderna: sa meglio di me chi ha abolito negli anni ’90 il Glass-Steagall act. Chi oggi sarebbe capace di istituirla di nuovo? Ma la politica resta l’arte della ricerca.

    Pensando, invece, alla sfida sacrosanta di invertire la tendenza delle disuguaglianze sociali, mi permetto di richiamare l’attenzione su un punto che non è stato toccato nell’articolo; la finanziarizzazione è stato solo uno strumento per “attutire” la perdita di ricchezza da parte delle classi medie e più povere attraverso il loro accesso a credito che in precedenza sarebbe stato negato, ma non è stata la causa. La causa va ricercata nella deindustrializzazione e delocalizzazione dell’occidente. Fino al 1973, per esempio, in europa noi avevamo la clausola della “preferenza comunitaria”. Quindi un problema centrale di discussione è quello della libera circolazione dei beni e dei capitali. Questo meccanismo, cioè la libera circolazione dei beni e dei capitali, è stato il grande equalizzatore che sta facendo convergere la classe media occidentale con la classe media asiatica e degli altri paesi emergenti: il lavoratore italiano, ed europeo in generale, quindi la classe media, è stata messa in competizione con il lavoratore indonesiano o cinese. Quanto dico, la legge del grande equalizzatore, è sotto gli occhi di tutti ed ha come conseguenza che le italiane hanno iniziato a fare le badanti e, stia sicuro, che presto avremo le prime badanti tarantine che si sposteranno in Germania.
    Come usuale negli ultimi venti anni, non si ragiona più ma si va avanti per slogan, ed ogni tanto arriva qualche velina con lo slogan del momento: si è acriticamente accettata l’idea che la libera circolazione dei beni sia di per sè segno di progresso e mutuo vantaggio, criminalizzando ogni forma di protezionismo (il solo pronunciarlo mette in difficoltà), ma ciò è tutto da dimostrare. L’esperienza storica dice il contrario, mentre nessuno ha mai parlato, per una leale concorrenza, della necessità di fare accompagnare le merci da un passaporto dove fosse specificato (con verifiche di Enti di controllo sovranazionali) che la merce in questione non fosse prodotta utilizzando manodopera infantile, utilizzasse materiali non tossici, che il lavoratore che ha prodotto tale merce ha riconosciuti e garantiti un minimo di diritti ecc.

    Nel merito ci sarebbe poi da parlare della struttura dell’Euro e dei suoi effetti sul tessuto produttivo italiano e sulla nostra bilancia commerciale, dell’azione della banche centrali, e della paternità della creazione della moneta, ma mi rendo conto di aver scritto molto abusando così della Sua cortesia.
    Voglia gradire i miei cordiali saluti.

    • Paolo Cirino Pomicino | 12 Dicembre 2012 at 11:29 |

      Grazie per l’attenzione, per i benevoli giudizi sulla mia persona e per la condivisione di alcune analisi. Gli altri punti toccati da lei meriteranno approfondimenti specifici nel quadro delle grandi questioni economiche finanziarie internazionali di cui si dibatte molto ma molto poco e che invece incidono sulla carne viva delle popolazioni. Buon lavoro

  9. Sono sempre più spesso d’accordo con le sue analisi, anzi sto riscoprendo una sapienza politica là dove,trent’anni fa pensavo ci fosse un mondo da superare…le cose si apprezzano quando non ci sono più! Condivido anche i suoi frequenti appelli alla necessità che si torni alla politica, a partiti strutturati e legati a culture e anime precise di riferimento, capaci di selezionare la classe dirigente, di favorire la partecipazione e al tempo stesso esercitare una pedagogia sul popolo mentre ne si accoglie e interpreta le istanze più profonde.

    Però le chiedo, visto che lei è anche un politico pragmatico, che non prescinde dalle situazioni concrete, in questo momento, come è possibile portare avanti questi obiettivi? Quali spazi politici ci sono? Quanto può essere condivisa la sua visione?

    • Paolo Cirino Pomicino | 19 Dicembre 2012 at 19:08 |

      Lo spazio politico possibile e’ quello di ripristinare le grandi politiche di stampo europeo quella cristiano democratica , quella socialista, quella liberale e quella ambientalista. Per quanto mi riguarda ho aiutato a ripristinare nelle scorse settimane la D.C. sotto la guida dell’ onorevole Fontana gia’ ministro dell’ agricoltura a seguito di una sentenza della cassazione a sezione unite nella quale si affermava che il partito di Sturzo e di De Gasperi di Fanfani e Moro non e’ mai stato sciolto. Tale onere e’ stato giustamente messo dalla cassazione sulle spalle degli iscritti alla D.c. del 1992 che riunitisi a congresso nel novembre scorso hanno deciso di non sciogliersi e di rilanciare il partito con il suo scudo crociato. In appena 30 giorni sono gia’ rientrati nella casa madre molti dirigenti democristiani variamente dislocati. Sappiamo che un’iniziativa di questo genere e’ come scalare una montagna, quella del conformismo e degli interessi forti che non amano un partito popolare di ispirazione cristiana e che verra’ battezzata rapidamente come un’operazione nostalgica, dimenticando che l’intera Europa centrale ( Germania, Austria, Belgio, Olanda, Lussemburgo ecc.) e’ governata, cosi’ come la Spagna, da partiti cristiano democratici e popolari. Detto questo mai come ora diventa d’attualità un nuovo grande appello ai liberi e ai forti per difendere la democrazia parlamentare e affrontare a viso aperto quelle intollerabili disuguaglianze sociali che la finanziarizzazione dell’economia ha prodotto particolarmente in Italia con l’impoverimento del ceto medio e la indicibile sofferenza dei ceti piu’ deboli. La speranza e’ che il riemergere di una cultura democratico cristiana abbia un effetto domino affinche’ ‘ riemergano anche le altre culture europee a cominciare da quella socialista

      • Penso che sarà dura riaffermare lo scudocrociato , anche per la scristanizzazione che sta vivendo tutta europa; penso anche che se cadrà il cristianesimo cattolico, cadrà la civiltà stessa.
        Personalmente (sono del 1960) credo che descriverò una curiosa parabola: sono partito 15 – 16 enne, trascinato nei cortei studenteschi degli anni ’70, gridando: ” il 25 aprile è nata una puttana e gli hanno messo nome democrazia cristiana”…finirò nel 2013…con in tasca una tessera scudocrociata!

  10. Massimo Silvestro | 1 Gennaio 2013 at 22:07 |

    Gentile Onorevole,
    Apprezzo il suo acume e la descrizione patriottica,non di europeista sudditanza,sintomo di personalità ed orgoglio,assolutamente condivisibili,ma guardando nei numeri:non Le pare che Il prezzo pagato per il deal pari a circa 8-9 volte l’ebitda,di questi tempi, possa ,pure,far considerare la dismissione “ragionevole”per Finmeccanica,visto,anche, che non avrebbe coinvolto la divisione spazio,che continua ad essere,forse quella maggiormente attinente i piani industriali futuri di Finmeccanica stessa?il processo di globalizzazione potrebbe farci accettare che Marchionne acquisisca,quasi a gratis,assets Nord Americani e che GE compri,caro,qualche nostro gioiello, tra l’altro compromettendosi,promettendo investimenti di circa1,1mld sul nostro ormai aridissimo territorio,che di Industriale ha perso non solo una guida in una politica economica statale “assente”,ma anche ogni tipo di iniziativa privata,naufragata nei tranelli della globalizzazione, di Basilea 2 ed il latitare di ogni aiuto bancario,settore ormai concentrato ormai solo all’auto conservazione . In riferimento alle politiche da” New deal” condivido pienamente il suo pensiero(Roosvlet nazionalizzo’ tutti i settori chiave x evitare il baratro),ma credo che avremmo dovuto(avrebbero dovuto Ciampi et co) pensarci prima della firma(stesura)del trattato di Maastricht;oramai e fino a quando Mario Draghi non riuscirà a riequilibrare “monetaria-mente” questo insieme di Paesi, a diverse velocità, che si chiama Europa,ci risulterà impossibile pensare di ridurre il debito senza “svendere”o”preservare”assets nazionali,siano essi industriali,commerciali e/o anche turistici;salvo ovviamente continuare a perseguire quella politica degli estrogeni tributari del Rigor Montis,visto fino ad ora,che però lascia pochi spazi alla crescita…..la saluto augurando le buon 2013

    • Paolo Cirino Pomicino | 3 Gennaio 2013 at 15:00 |

      Si ricordi che nella stagione della globalizzazione la sovranita’ nazionale si difende non piu’ con eserciti alla frontiera ma internazionalizzando il proprio capitalismo in un intreccio reciproco dove si compra e si e’ comprati. Da 20 anni l’ Italia e’ stata oggetto di shopping nella farmaceutica, nell’alimentare, nella grande distribuzione, nelle telecomunicazioni, nell’ energia e nell’impiantistica oltre che nella struttura bancaria mentre si contano su di una mano le opportunità che le nostre aziende pubbliche e private hanno acquisito in terra straniera. Tanto per fare un esempio Avio poteva anche essere venduta sempre quando nel settore aeronautico fossimo rimasti presenti non soltanto per l’assemblaggio o per la produzione di pezzi della fusoliera ma nell’ambito dell’avionica e in tutti gli altri comparti a tecnologia avanzata. E’ quello che e’ accaduto in Francia e Germania che hanno mantenuto in mani pubbliche le aziende strategiche per contrastare l’aggressivita’ dei fondi sovrani dei paese del medio oriente e dell’Asia e cosi’ facendo facendo sono rimasti grandi player in tutte le attivita’ economiche.

  11. LA REALTA’ E’ CHE SI SENTITE DI RABBIA PERCHE’ MONTI E’ VENUTO A ROMPERE LE VOSTRE UOVA, MENTRE VOI IN TUTTI QUESTI DECENNI AVETE FATTO SOLO I VOSTRI INTERESSI ED I VOSTRI PORCI COMODI.

    • Paolo Cirino Pomicino | 9 Gennaio 2013 at 10:54 |

      sono da venti anni fuori dal Parlamento e il suo linguaggio qualifica Lei e probabilmente lo stesso Monti

  12. Egregio sig. Pomicino, concordo con la sua visione e con le sue preoccupazioni eppure mi stavo apprestando a votare udc (quindi anche Monti). Mi spieghi lei come fare per ricostruire un sistema politico e democratico decente e come risollevare la democrazia cristiana. Come vedo io la cosa, bisogna pur rinforzare un “centro” che se da un lato è snaturato dall’ultimo ventennio, dall’altro può contenere in sè elementi che invertono la tendenza. La “sua DC”, da sola, che ruolo politico può avere se non entra (e magari col tempo, ingloba) questo centro Casini – Monti?

    • Paolo Cirino Pomicino | 9 Gennaio 2013 at 13:23 |

      La missione della Democrazia Cristiana è proprio quella che Lei auspica con una precauzione e cioè che sia la D.C. ad inglobare un liberale come Monti e non viceversa come purtroppo sta facendo Casini. Eppoi Monti ha uno strano concetto della democrazia. Ha mai visto in Europa una lista Merkel, Zapatero, Hollande o Sarkozy? Ecco a che punto è arrivata l’Italia democratica. Ci vorrà tempo e pazienza.

  13. Rosario Pezzella | 16 Gennaio 2013 at 13:38 |

    Presidente Pomicino, ma perchè non propone al PDL campano, a titolo di diritto di tribuna se non altro per la Sua intelligenza e cultura politica nonchè per l’attualità del Suo pensiero, una candidatura (non di servizio!) alla Camera oppure al Senato?
    … Peraltro, la vicenda dei transfughi dall’UDC la dice lunga e la dice tutta sull’incontrovertibile circostanza che la Sua analisi politico-elettorale è lucida e lungimirante . . .
    Un saluto cordiale ed affettuoso da Rosario Pezzella (avvocato – già consigliere ed assessore del Comune di Marano di Napoli).

  14. Scusi Pomicino, ma se Monti è il simbolo dell’autoritarismo del terzo millennio…chi dovremmo votare? Bersani o Berlusconi secondo le tendenze politiche? Un centrista, si deve astenere?

    • Paolo Cirino Pomicino | 18 Gennaio 2013 at 17:35 |

      Gentile Carlo,
      Nella vita e in particolare in politica prima si sa ciò’ che non si vuole e poi si sceglie ciò’ che si vuole. Non so cosa significhi essere centrista per quanto ne sappia il centro o è democratico cristiano o non lo è. Nel mentre i liberali, ad esempio, sono leggermente spostati sulla destra nella versione italiana ed e’ più’ a sinistra ( liberal) nella versione inglese. Detto questo non c’ è’ precedente in Europa di un leader politico o presunto tale che faccia una lista civica con il proprio nome fuori da ogni cultura politica essendo, per giunta, alla guida della commissione Trilateral, associazione della ricchezza internazionale e fatta da finanzieri, economisti ed opinionisti di vario tipo che da tempo stanno studiando come sostituire la democrazia popolare che si è’ sviluppata nel ‘ 900 con quella delle élites. Un democristiano non darà mai un voto per Monti.Le altre formazioni politiche hanno naturalmente punti di contatto ma anche punti di lontananza dal cattolicesimo politico e ciascuno sceglierà’ sulla base della propria sensibilità’. In ultimo una nota divertente. Monti e il mio amico Casini hanno fatto un’alleanza stretta con gli uomini dell’ex Msi che in questi anni hanno mutato il nome ma non certo la loro collocazione di destra sempre denunciata

  15. massimo silvestro | 19 Gennaio 2013 at 17:57 |

    Quando il crepitare degli spread fa vacillare la fiducia in noi stessi e lo spirito dell’Unione Europea, è chiaro il rischio che emergano qua e là, e a partire proprio dalla civilissima Europa, i primi segni di un tipo nuovo di fascismo: il fascismo finanziario, il fascismo bianco.”(giulio tremonti)

  16. ALESSANDRO VISANI | 3 Febbraio 2013 at 11:19 |

    Caro Pomicino,

    non uso scrivere commenti o simili ma oggi ne sento davvero l’urgenza e vale praticamente per tutto quello che ho avuto modo di leggere, compresa la sua lettera pubblicata oggi 3 Febbraio sul Corriere della Sera, p.27, colpevolmente “relegata” per ragioni facilmente intuibili tra le “repliche”.

    Si sente davvero la mancanza di persone come lei e lo dico da studioso di Storia Contemporanea, specializzato nelle vicende italiane dal fascismo al secondo dopoguerra.

    In particolare i suoi punti fermi relativi alla deriva autoritaria di questa incredibile “tecnocrazia” sono illuminanti.

    Non so se lei è a capo di una qualche fondazione e/o associazione: se sì mi faccia sapere (anzi, ci faccia sapere): in molti abbiamo bisogno e voglia di fare.

    Con i migliori saluti.

    AV

  17. ANTONIO DI MATTEO | 6 Febbraio 2013 at 12:22 |

    Sara’ un anziano democristiano ma esprime l’idea alta della politica. Abbiamo gettato a mare le idee belle della prima repubblica mantenendo le brutte sovralimentate da nuove come il liderismo, il rampantismo politico. Non so se io sia ancora un comunista, mi vengono dubbi che lo sia mai stato realmente. Oggi non mi vergogno nel dire che condivido il pensiero di pomicino.

  18. Andrea D'Alterio | 6 Febbraio 2013 at 23:58 |

    Il pensiero e la capacità di sintesi e di visione della società dell’on. Pomicino sono sempre attualissime.
    Se mi viene in mente la nostra città capoluogo (Napoli), le sue illuminate visioni di sviluppo “NEONAPOLI”,restano ancora attualissime ed inascoltate.Siamo passati dall’incompiuto Bassolino al nulla al potere di De Magistris.

  19. Maria Tietto | 11 Febbraio 2013 at 18:30 |

    Sono d’accordo con l’analisi fatta dall’On. Pomicino in merito alle qualità che devono essere presenti nella politica: talento, professionalità e una visione d’insieme che sicuramente Professori ed Imprenditori non possono avere perchè nasce da una lunga tradizione politica. Ma si è dimenticato di altre qualità molto importanti:. Moralità, Umiltà, Semplicità. Virtù da tempo estinte nel nostro Parlamento
    Chissà perchè quando guardo Monti mi ricordo sempre del film: “L’avvocato del Diavolo” con Al Pacino nella parte del Diavolo il quale riacchiappa l’anima dell’Avvocato con la vanità. Io penso che Monti sia vittima dello stesso contagio di tutti i nostri politici. Mai come ora mi sento una “voce fuori dal coro”.

  20. ENRICO GIORDANO | 18 Febbraio 2013 at 01:41 |

    L’analisi fatta da Pomicino ricalca fedelmente lo scenario nel quale il paese si trova e si troverà se la deriva della politica dovesse essere surclassata dall’elite finanziaria. Cosa assai probabile, dal mio punto di vista , dato che l’inversione di potere è tanto forte nella misura in cui la finanza ha risorse per alimentarla e relegando la politca ad un ruolo secondario e non esecutivo. La politica, che come ben spiega Pomicino è quella via che ” permette di mettere in un progetto comune interessi diversi” oggi viene meno dall’atroce guerra senza riserva di colpi a cui la politica si è abbandonata.
    Senza considerare che gl’interpreti dell’economia e della finanza attendevano da tempo una simile incrinatura del sistema politico al fine di inserirsi allargando la frattura tra la popolazione e l’attore politico, espressione popolare e non frutto di un golpe bianco a nome Monti.
    Come uscirne? E’ difficile dirlo, certo è che l’ingovernabilità pare assicurata per cui l’economia italiana resterà ancora al palo per tutto il 2013 se non il 2014. Muovere la macchina economica richiede una capacità di analisi e di reazione che tenga conto di tutte le appartenenze politiche in cui la finanza deve essere uno strumento e non il contrario come accade oggi. Inolter i tempi epr programmi economici in questo paese sono lungh idal divenire: nessun imprenditore oggi può, a queste condizioni, investire in Italia, solo un pazzo lo farebbe!
    Pertanto, credo che l’elite finanziaria proseguirà il suo cammino dato che all’orizzonte non ci sono più uomini del calibro dell’autore dell’articolo pubblicato dal Foglio, con la capacità interpretativa dell’esigenza democratica della popolazione.
    Quindi l’assurdo è che un comico come Grillo possa raccogliere i consensi frutto di una rabbia della popolazione, attraverso una recente classe politica che ha assunto una lontanza siderale dalla realtà del paese, abdicando ad un Monti che non solo ha ripetutamente frodato gli italiani (ricordo che il suo ministro del welfare è ancora li che si chiede quanti sono gli esodati e Passera è stata una meteora che non ha lasciato neppure una labile traccia di operato) ma ci ha svenduti ad un potere centrale europeo che nessuno vuole, diciamolo chiaramente. E, come correttamente esprime Pomicino, si è guadagnato la fiducia dei bankieri non quella degli italiani. Sappiamo solo che dopo aver denigrato lo stato politico in cui versava l’Italia ha sentito, contrariamente alle premesse, di salire in politica non avendone l’indole di leader, ma soprattutto le capacità. Un ridicolo tentativo della finanza di appropriarsi di una fetta maggiore del bel paese.
    Mi chiedo cosa potrà fare la gente per bene e Pomicino, a cui credo nella sua onestà intellettuale e di persona corretta in mezzo ad un branco di sciacalli affamati intenti a prendere indebitamente possesso del nostro paese.

  21. chi me lo avrebbe detto a me anni fa che cose serie è dovevo trovà su o blog de Pomicino!
    SO RIMASTA SENZA NEMICI ALLA MIA ALTEZZA!

  22. Cara Vittoria, forse è l’ora che tu ti metta in cerca di amici, alla tua altezza. Per esempio Gesù Cristo, che ti ha creato e che aspetta che tu ti rivolga a lui perchè possa soddisfare la tua sete di pienezza e di infinito, che sarà sempre frustrata se speri di dissetarti con il mondo e tanto meno con la politica, se la intendi come uno strumento palingenetico, che può davvero cambiarlo, il mondo, e renderlo giusto e felice. L’unica rivoluzione che trasforma davvero anche il mondo(senza volerlo neppure), è quella che si può fare nel cuore di ognuno di noi, dove dominano le nostre passioni e l’enorme egoismo, con l’aiuto di Dio. Noi cattolici sappiamo che la realtà è macchiata da peccato originale e chi si intestardisce a volerla “raddrizzare” non fa che moltiplicare errori e dolori per la povera gente. Per questo non ti meravigliare se trovi cose serie sul blog di Pomicino, perchè fa parte di quel mondo politico di alto livello proprio perchè viene da una cultura che considera la politica e la democrazia, come importanti e nobili strumenti per la gestione delle nostre società sempre più complesse. Punto. Nulla di più. Quando invece si vuole il sol dell’avvenir…si va fuori strada. Un Saluto.

    • o fatto è che io sono marxista! il che no mi impedisce di apprezzare la lucidità politica di Pomicino, altri tempi, altre qualità da una parte e l’altra delle barricate…

  23. no siluro mica dap oco gli ha tirato a Grillo e Casaleggio ;-))))))))))

  24. Gentile Onorevole Pomicino,
    permetta che esprima una riflessione sulla Sua analisi, premettendo che non ho votato Grillo.
    Lei nella sostanza, e con apprezzabile onestà intellettuale, avverte un pericolo di emergente autoritarismo: io dico che Grillo è l’esito ed il superamento di una crisi democratica che ci trasciniamo da venti e più anni.
    Risale al 1981 la famosa intervista in cui Berlinguer, facilitato dalla sua posizione di oppositore, denunciava la partitocrazia, cui ovviamente ascriviamo per quota parte anche il PCI, come fenomeno di emergenza democratica.
    Dopo dieci anni il PCI diventa PDS, e mi verrebbe da dire: “…e ho detto tutto….”: la scellerata miopia del PDS contribuì in maniera determinante a far sì che con tangentopoli un’intera classe dirigente, che oggi ci rimpiangiamo tranquillamente, fosse spazzata via per essere sostituita dal vuoto pneumatico.
    Venne poi la grande stagione della panacea del maggioritario, vera rottura democratica: si riduceva l’articolazione e la ricchezza del pensiero politico italiano ad una sommatoria di contraddittori soggetti destinati inevitabilmente a veti incrociati e, quindi, all’immobilismo. Col maggioritario si inaugurava la stagione del “notabilato”, del leaderismo, svuotando ulteriormente il dibattito interno dei partiti, e si finì con grandi nomi al posto dei simboli ma, soprattutto, il leaderismo rese possibile che una sola persona potesse determinare le sorti di un raggruppamento politico o ne potesse creare uno che in poco tempo ed in solitudine riesce a raccogliere 1/4 dei voti degli italiani.
    Degna di menzione anche la geniale intuizione, sempre dei partiti tradizionali, di far eleggere direttamente dal “popolo” il sindaco o il governatore della regione; viene meno il filtro dell’assemblea e ciò, traslato a livello parlamentare, farà dire all’unto del signore che tutto poteva perché “investito dal popolo”!
    Il pastrocchio dell’ultimo “ritocchino” costituzionale (art. 119) ha fatto saggiare la qualità delle mani che dovrebbero costruire una nuova architettura istituzionale.
    L’assenza totale di qualsiasi progettualità dei partiti ha inciso profondamente sulla democrazia italiana: ma lei ricorda quando Veltroni una settimana si proclamava clintoniano (quello, appunto, dell’abolizione Glass-Steagall) e la settimana successiva indicava in Tony Blair il guru della sinistra? Ma lei ricorda quando D’Alema risuscitò Berlusconi con la Bicamerale che doveva ridisegnare l’Italia e miseramente fasllita? Ovviamente lo ricorda, come ricorda che negli ultimi 20 anni probabilmente non abbiamo avuto un governo, a pensarci bene. Negli ultimi 20 anni siamo stati letteralmente trascinati passivamente dagli eventi senza incidere minimamente su alcun aspetto del nostro Paese, sul nostro assetto industriale, bancario ecc. L’unico atto è stato entrare nel sistema dell’euro (e annesse questioni doganali, delocalizzazione, perdita di competitività, interessi incontrollabili sul debito pubblico) senza il minimo dibattito, non dico pubblico, ma almeno a livello accademico e decisionale.
    I partiti sono diventati autoreferenziali, succubi di interessi esterni e specifici non mediati in un superiore interesse generale, impermeabili alla realtà della strada, con classi dirigenti selezionate non per capacità ma per provata fedeltà e sudditanza al capobastone. Salto per brevità tutta la questione dei mezzi di comunicazione e della gestione della Rai.
    Ultimo atto dello stato comatoso del sistema dei partiti è stato “delegare” Monti nel 2011.
    Questo è il quadro “democratico” che ci ritroviamo e che per reazione crea Grillo.
    Grillo non esisterebbe se non ci fosse il maggioritario, se non ci fosse il leaderismo, se non avessimo mezzi di comunicazione capaci di inventare personaggi effimeri (vedasi l’ultima creatura del Renzi); in una parola, Grillo non esisterebbe se avessimo partiti almeno mediocri. E non serve obiettare che è cambiato il modo di comunicare e, quindi, di far politica, perché sarebbe assurdo pensare che siamo inevitabilmente diretti verso un minor livello di democrazia perché c’è internet o la tv. Internet e la tv sono solo contenitori, mezzi.
    Questo è il quadro “democratico” in cui è stato possibile il sorgere di Grillo.
    Questo sistema è collassato e Grillo non poteva non nascere.
    I deputati e senatori grillini sono emeriti sconosciuti e profani come lo sono il 90% (o più?) degli attuali deputati e senatori: ha sentito questi ultimi sviluppare un ragionamento che non fosse la ripetizione dello slogan ufficiale del momento? E’ tutto da dimostrare che negli altri partiti, attualmente (bene puntualizzarlo in onore della prima Repubblica) ci sia un maggior dibattito democratico interno o che abbiano parlamentari con maggior preparazione politica, mentre è facile dimostrare il contrario. Insomma, è poi tanto facile peggiorare la situazione attuale?
    Affermare che Grillo sia un pericolo autoritario per la democrazia ha lo stesso valore che affermare aprioristicamente che egli sia la cura della crisi democratica e politica di questo Paese.
    Personalmente credo che Grillo abbia una precisa strategia che in minima parte ha svelato per precisi scopi di efficacia comunicativa (la politica ormai è ridotta a slogan) ; sa che ha poco tempo per poterla realizzare e l’unità e delle proprie truppe è al momento prioritaria rispetto ad ogni altra considerazione. Inoltre, credo che conosca benissimo pregi e limiti della rete e la portata retorica di certe affermazioni come quella della democrazia liquida, diretta ecc.
    Ma non è importante quello che io possa pensare del M5S.
    Quello che è importante è riconoscere come il PDL, il PD, Monti, hanno tutte le possibilità per sconfiggere sul piano politico Grillo: sarebbe sufficiente, come da Lei ricordato molto bene, che con una qualsiasi formula appoggiassero un governo che facesse almeno una riforma elettorale, un taglio ragionevole (e simbolico) del costo della politica, un alleggerimento fiscale. Tre cose, semplici e fattibilissime, che farebbero riflettere l’elettore medio italiano che è una persona ragionevole.
    Ma se dopo venti anni non riusciranno nemmeno in questo, gli italiani all’immobilismo (che sta producendo un lento ed inarrestabile declino) preferiranno muoversi con Grillo per andare almeno in qualche altro posto e, francamente, per un popolo di emigranti non sarebbe nemmeno avventurismo irresponsabile cercare di uscire dall’agonia di queste sabbie mobili.
    Cordialmente Ivan

  25. raffaele reina | 31 Marzo 2013 at 22:37 |

    La fine dell’utopia di Todi(1-2-3) ha provocato in tanti una delusione profonda, un disagio frustrante. Mesi di attesa, di concrete speranze di un nuovo inizio per la nascita di una forza laica, aconfessionale, europea, democratica, popolare, d’ispirazione cristiana, in sintesi: recupero del “popolarismo” nel terzo millennio, svanito nel nulla. Illusi, presuntuosi, ambiziosi, visionari? Non lo so, semplicemente l’impegno ad agire di fronte ad una politica grigia, sempre più povera sostenuta da un sistema elettorale balordo, che tiene in vita consorterie elitarie e variopinte oligarchie: causa prima dell’allontanamento di tantissimi cittadini dall’interesse per la cosa pubblica. Questa “anomalia” democratica, ma potremmo usare un termine ancora più vero, suscita in moltissimi cattolici, ormai delusi e stanchi di inutili appelli e inconcludenti proclami, forme di attiva reazione. Si sperava che sensibilità antiche e nuove, senza troppi timori e con rinnovato slancio, guardando al messaggio cristiano di giustizia e pace sociale, potessero contribuire al rinnovamento della forma partito, per favorire la costruzione di una “buona società” incentrata sul bene comune. Si progettavano già le azioni da svolgere per organizzare le volontà, metterle insieme, farle diventare soggetto di proposta per rafforzare l’unità della nostra Italia: solidale, moderna, competitiva in Europa e nel mondo nell’era della globalizzazione. Niente, tutto finito! Si è preferito delegare ogni azione alla “scelta civica” di Monti, pure apprezzabile, ma che non può bastare, essere esaustiva delle peculiarità dei cattolici, educati come sono ad agire e a confrontarsi, secondo il proprio paradigma culturale, etico, politico, sociale. La storia non si ripete, ma l’ambizione a voler rappresentare nella vita pubblica ideali cristiani è più che legittimo, qualcosa di simile a quanto costruito, pur tra insufficienze e incomprensioni nel XX secolo. E’ vero che la condizione di anomìa, una delle cause della trasfigurazione della politica, ha cancellato culture e storie, ma ciò non può significare che i cattolici devono essere condannati a vita alla diaspora, perché se è certamente vero il principio che l’unità politica dei cattolici non è un dogma non lo è neppure la loro divisione. Il crollo del Muro(1989) non ha portato, ancora oggi, la sinistra comunista di origine marxista ad interrogarsi sul suo ubi consistam, ciò nonostante è legittimata come forza di governo. Lo stesso dicasi per coloro le cui scaturigini vanno ricercate nelle dottrine totalitarie reazionarie del XX secolo che hanno prodotto solo tragedie e morte. I cattolici che nella loro storia non hanno avuto gulag o lager purtroppo oggi si ritrovano ad essere minoranza irrilevante, se non addirittura ingombrante e fastidiosa. L’opera svolta da tanti amici vecchi e nuovi per far crescere il nostro Paese, garantendo libertà e democrazia, e mettendo a disposizione della comunità nazionale un patrimonio culturale, morale, storico, politico, sociale accumulato in più di un secolo spesso è stata banalizzata, svilita, offesa. Esaurito l’attuale momento di crisi politica e istituzionale, la questione si riproporrà. I cattolici dovranno riconquistare il loro posto nella storia d’Italia ed essere forza centrale di proposta per favorire benessere, sviluppo, istituzioni moderne, non avendo remore, se del caso, nell’emarginare individualità e sigle alla ricerca solo di collocazione di singoli o di insignificanti ditte.

  26. Condivido l’impianto del Suo articolo ma, pur non essendo stato democristiano, avrei pensato che l’eredità politica della D.C. avesse diritto a rivendicare altro rispetto a Renzi: siamo d’accordo che è quello che offre la piazza, ma a me pare uno spot pubblicitario, efficace ed incesivo, ma dal quale ancora non ho sentito uno straccio di idea. L’unico mantra è la rottamazione; ma per fare cosa? Questo atteggiamento non credo sia molto democristiano.
    PS: Tony Blair si dichiarava laburista, ma questo richiamo che bussola ha rappresentato se ha perseguito politiche che qualsiasi tory avrebbe implementato tranquillamente?
    Cordaili saluti

  27. Alessandro | 18 Aprile 2013 at 21:20 |

    Sto rileggendo in queste con grande interesse e grande inquietudine il libro Strettamente Riservato , rimango convinto che in un momento di stallo su tutto ciò che riguarda la governabilità del Paese , tutto serve tranne i dilettanti ed i tecnici della politica . Un Cirino Pomicino sarebbe utilissimo al fianco di chi in queste ore non riesce nemmeno a decidere sul colore dei parati.
    La cosa divertente e che nell’emiciclo girano gli stessi nomi trattati con arguzia e spirito nei vari capitoli .
    Amato , Prodi, Marini ed oggi anche il ” vecchio De Mita ”
    Geronimo perché non Lei !!!
    Saluti Alessandro Lamagna

  28. Tiziano Muliere | 23 Aprile 2013 at 22:28 |

    Caro Paolo,le vorrei porre una domanda dopo naturalmente averle fatto i complimenti,per i retroscena che ha svelato nei suoi 3 libri,fanno veramente riflettere,li ho letti tutti e tre e li ho trovati sorprendenti;ma torniamo a noi,ma secondo lei:è possibile salvare la repubblica senza trasformarla da parlamentare a presidenziale,riuscendo a ricostituire in Italia due grandi partiti,uno di cultura politica democratica cristiana ed uno di cultura politica socialista,certo costellati da 3/4 piccoli partiti ispirati dalle altre 3/4 grandi culture politiche,e rintroducendo un sistema elettorale in senso puramente proporzionale con voto di preferenza?
    Un piccola postilla,io mi auguro che questo scenario si possa ancora prefigurare anche se sulla lei,sono realisticamente perplesso sulla riuscita della auspicata operazione,ma per questione di personalità che dovrebbero ricostituire questo scenario e tempo che penso sia quasi finito,ma come lei continuo ad essere un parlamentarista e un proporzionalista convinto… Un saluto cordiale,Tiziano Muliere.

  29. Tiziano Muliere | 24 Aprile 2013 at 14:52 |

    Caro Paolo sono d’accordo su tutto,ma una sola domanda che così riesco a togliermi un dubbio;l’accordo politico che portó al governo della non sfiducia con il pci di Berlinguer,non fu portato avanti e costruito oltre che da Moro anche da Andreotti,(o almeno io questo ho letto e studiato)?

  30. Tiziano Muliere | 24 Aprile 2013 at 14:58 |

    Una precisazione il sono d’accordo su tutto è inteso sulla sua visione espressa nella sopra citata intervista, ma spesso e volentieri mi trovo d’accordo sulle sue disamine politiche,in particolare sul caos politico istituzionale creatosi in Italia negli ultimi 19 anni a causa dell’abbandono delle vecchie ideologie e culture politiche,le quali dovevano essere contestualizzate ai tempi che si vivevano e quindi di conseguenza rafforzate ma mai abbandonate come purtroppo si è fatalmente fatto… Cordiali saluti,Tiziano Muliere

  31. Tiziano Muliere | 30 Aprile 2013 at 13:25 |

    Condivido in toto la disamina di Paolo Cirino Pomicino,la sua analisi e la sua opinione sulle possibile evoluzioni nel tempo…Cordiali saluti,Tiziano Muliere…

  32. Lo scudo crociato è un icona radicata nell’immaginario e, perchè no, nel cuore, di milioni di persone. Anche esteticamente è bellissimo e di forte impatto simbolico. Deve essere tirato fuori dalla soffitta. Al più presto.

  33. Nicola Misciagna | 7 Maggio 2013 at 05:56 |

    Gent.mo ,ho avuto il piacere di ascoltarLa nella trasmissione dello sprezzante-Vermigli-
    che con un sorrisetto ironico e compiacente…poi con chi e di che..cercava di interloquire con Lei su Giulio Andreotti.
    Innanzitutto Grazie per la reale commozione che Lei ha saputo manifestare per la perdita di un grande uomo politico.Poi con lucidita’ e da grande uomo politico ,quale Lei e’,ha smorzato le banili insinuazioni di un uomo di parte,che ammiccava alla tesi di un Andreotti mafioso ecc.ecc. Oggi tutti sono abilitati a parlare,ma non hanno l’obbiettivita’ storica delle cose .Non si capisce da quale parte del campo giocano e sono li’ per accendere discussioini inutili,per alimentare una parte della popolazione all’odio verso la politica.Grazie per aver rappresentato in questo spaccato un politico vero.

  34. armando pescatore | 7 Maggio 2013 at 15:34 |

    Egr. On..
    la differenza tra De Gaulle e Napolitano è simile a quella (abissale) che intercorre tra un pollo ruspante ed uno allevato in batteria.
    Anche Lei ha incontrata la sua buccia di banana
    La prossima volta non si spertichi in paragoni che non depongono a favore della Sua indiscussa intelligenza.
    Con stima.

  35. Sono un militante di Rifondazione, le vorrei chiedere un commento delle ultime affermazioni di Lafontaine, ex leader della Linke. Queste mi appaiono in parte coincidenti con le ultime righe del suo articolo, quando afferma l’ esigenza di un nuovo sistema monetario mondiale. Certo, il leader tedesco parla espressamente di rinunciare all’ euro per rifondare un sistema monetario europeo, e dunque, non parla del mondo e dell’ egemonia del dollaro, però trovo attinenza fra le sue affermazioni e qulle del socialista tedesco.

  36. Quanta aspettativa per questo Letta. Prudenza: non sarà mica un governo per temporeggiare ancora prima di cacciar fuori il coraggio per fare Politica? Vedo anche l’elezione del Presidente Napolitano (stimabilissimo) come la concretizzazione dell’ennesima volta in cui manca il coraggio di innescare un momento politico. Per ora chi fa politica è solo Berlusconi anche se è sicuramente più bravo a fare il suo vero lavoro. Ci vuole un biennio almeno di coragggio, serve all’Italia un gruppo di politici coraggiosi e spregiudicati: anche se faranno guai grossi verranno poi sicuramente ricompensati alle elezioni successive. Provare per credere.

  37. Antonio Lonigro | 10 Maggio 2013 at 11:25 |

    Assolutamente condivisibile e, francamente, si vede la capacità a vedere i problemi ma anche a risolverli con proposte e non con litigi. Ecco il concetto di democrazia. Dove sono i politici del passato?

  38. Tiziano Muliere | 10 Maggio 2013 at 14:31 |

    Condivido in pieno Onorevole e in più aggiungo si potrebbe attraverso un percorso decennale di razionalizzazione della spesa pubblica e ci tengo a precisare razionanalizzazione e non taglio risparmiare 1/2 punto di pil annuo,da incanalare su investimenti,riduzione pressione fiscale su lavoro,imprese e famiglie,detrazioni fiscali per famiglie a basso reddito,aggiungendo a questa misura dei tagli non lineari od orizzontali e indiscriminati ma attraverso studi e ricerche approfondite serie e veritiere sulla macchina della spesa pubblica e statale su spesa improduttiva ossia inutile e dannosa(sprechi e inefficienze varie),che potrebbe portare nelle casse dello stato da utilizzare sempre per investimenti,di cui sopra,tra il 1/2 e il punto di pil per circa 10 anni… Un cordiale saluto,Tiziano Muliere.

  39. Egregio On. Pomicino (“egregio” perché, onestamente, esce dal gregge della mediocrità imperante), l’ipotesi di dismissioni immobiliari è da valutare e da approfondire.
    L’ipotesi, invece, del concordato preventivo credo che abbia la stesa valenza macroeconomica di una patrimoniale: si drenano risorse dal settore privato e produttivo a favore della rendita. Su questo punto dovremmo dilungarci su come sia suicida alla lunga avere rendimenti di titoli di Stato superiori all’inflazione mentre la fiscalità sulle attività produttive raggiunge livelli che scoraggiano la costituzione di imprese.
    Tornando alla Sua ipotesi, potrebbe obiettare che pagheremmo minori interessi sul debito pubblico; se, però, facciamo due calcoli vedremmo che diminuendo il debito di 10 punti di pil (mi tengo largo ma l’operazione del concordato preventivo da sola difficilmente raggiungerebbe i 5 punti) risparmieremmo in un anno 8 miliardi di spesa per interessi: noccioline! Senza contare che l’aumento di debito pubblico risulta inarrestabile (è aumentato perfino con Monti!!). L’Italia, sic stantibus rebus, è destinata al default e questa non è una mia opinione ma è matematica, la matematica dell’interesse composto (anche perché, come Lei mi insegna, noi abbiamo ripagato ampliamente i nostri debiti: i 2000 miliardi di debito pubblico attualmente sono solo interessi degli intessi).
    Passo alla proposta.
    L’Italia per salvarsi ha una sola via (restando nell’euro): pagare interessi all’1% sul nostro debito. Pagare l’1% anziché il 5% di interessi porterebbe ad un risparmio, a regime, di 80 miliardi l’anno!! (questi sì da mandare per metà ad abattere il debito pubblico) Ciò si ottiene andando alla BCE e avvertendo quello che già sanno: noi italiani se continuiamo così faremo default (se poi vuole Le fornisco in dettaglio i calcoli matematici del nostro futuro e certo default) e se facciamo default le banche tedesche e francesi avranno forti perdite sui nostri titoli di Stato mentre la Bundesbank via Target perderebbe sui 250 miliardi….quindi conviene a tutti cercare una mediazione.
    Quanto detto, va aggiunto, non risolve l’altro problema centrale che è quello della competitività internazionale del nostro sistema produttivo, ma qui dovremmo trattere i veri problemi che sono alla base dell’attuale situazione di profondissima crisi, ovvero tornare alla sovranità monetaria e “far risposare” il Tesoro con la Banca d’Italia.
    Una cosa è certa: o gli italiani (e buona parte degli europei) accetteranno di continuare ad impoverirsi o, presto o tardi che sia, si tornerà alle valute nazionali.
    Gentile On. Pomicino, è sempre un piacere leggerLa.
    Ivan

    • Paolo Cirino Pomicino | 14 Maggio 2013 at 16:56 |

      Grazie innanzitutto del commento. In ordine alla diversità di stima sul gettito derivante dalla mia proposta insisto sulle mie valutazioni (8-10 punti di PIL) ma trattandosi di stima ogni valutazione è legittima. Otto miliardi di euro di risparmio il primo anno che inevitabilmente cresceranno negli anni successivi se manterremo il pareggio di bilancio per almeno tre anni non sono proprio noccioline. La seconda proposta per la provvista finanziaria (vendita di immobili di proprietà dello Stato e da esso locati) darà la “benzina” sufficiente (40 mld di euro) per riprendere la crescita agendo poi su cuneo fiscale, aumento delle detrazioni per famiglie a basso reddito, riduzione IRAP e rimodulazione IMU. Se le risorse finanziarie così procurate dovessero essere sprecate in mille rivoli torneremmo rapidamente al punto di prima. Naturalmente a queste due proposte dovrebbero aggiungersi altre sul terreno della spesa innanzitutto riducendo le funzioni dello Stato ognuna delle quali ha un costo, iniziando a ridurre drasticamente le nostre forze armate sia in chiave di personale (basterebbero 120 mila unità invece che di 180 mila come quelle previste tra due anni) che di armamento spingendo l’acceleratore sull’esercito europeo già deciso dal consiglio dei capi di Stato e di governo nel 2003. Non faccio l’elenco della serva ma continuare a parlare di sprechi invece di ridurre le funzioni dello Stato è diventato un alibi insopportabile. Ed ancora, poi, una politica industriale e infrastrutturale che riduca i costi dei fattori di produzione (trasporti, energia, acqua, telecomunicazioni) investendo in ricerca, innovazione e formazione del capitale umano per recuperare quella competitività non solo di prezzo del nostro sistema produttivo in calo dal 1995. Come vede, pochi cenni sull’Universo ma non si sente parlare neanche su questi pochi cenni dalle cosiddette forze politiche. La sua proposta, finanziariamente pregevole, non mi sembra politicamente praticabile in Europa né la BCE ha una sua autonomia sull’argomento. Il debito pubblico va ridotto per questa via in un tempo ragionevole di 6-7 anni innescando cioè un percorso virtuoso favorendo la crescita.

  40. Tiziano Muliere | 13 Maggio 2013 at 15:39 |

    Condivido la quasi totalità del suo pensiero… Cordiali saluti,Tiziano Muliere.

  41. felice campobasso | 21 Maggio 2013 at 19:05 |

    Perfettamente d’accordo ed essendo un tecnico condivido a pieno il contenuto dell’articolo.
    Peccato che nel nostro paese, a livello nazionale, si abbia ancora una gestione dei trasporti cosidetta all’antica, e non mi riferisco solo ai trasporti ferroviari ma molto più in generale. (si pensi alle normative automobilistiche ferme e bloccate da anni senza che si pensi alla tecnologia sempre più all’avanguardia che oramai montano quasi tutte le automobili. “una frenata di una fiat uno sicuramente è più pericolosa di una frenata di una fiat punto, ecco quindi che andrebbero rivisti tutti i limiti di velocità”)
    Italo è di sicuro un esempio vincente di imprenditoria e tecnologia e bisognere copiarlo non ostacolarlo.
    Si ha la possibilità di migliorare un servizio utilizzando “sforzi” privati e cosa si fà? lo si ostacola.
    Saluti

  42. Mi piacerebbe, signor Pomicino, un suo parere, una sua risposta, su quanto vado a dire.
    Perchè tutti i commenti ed i tentativi di fornire soluzioni alla grave crisi economica dell’occidente, ne ignorano le profonde radici di mutazione antropologica? Cioè che è la denatalità che produce decrescita e miseria (nonostante si cerchi di compensare con una deleteria spinta consumistica); Che non si può pagare una pensione decente ad un anziano, se non ci sono almeno quattro giovani che lavorano anche per lui. Che tutti i fondamenti dei diritti dei più deboli derivano dal cristianesimo e che, per esempio, aborto, eutanasia e riduzione del valore della famiglia, minano alla base il perchè stesso si debba aver cura dei deboli (cosa antieconomica) e come si possa farlo.
    Grazie.

  43. Mi scusi, caro On. Pomicino, ma Letta Le pare uno contrario al Fiscal Compact o al Two Pack? Le pare uno che al G20 minaccerà di darsi fuoco se gli USA & C. non ristabiliranno immediatamente la Glass- Steagall?
    Letta al limite è disposto a morire per l’euro!
    Dunque, quali sarebbero le proposte di misure pratiche e concrete per superare le politiche d’austerità?
    PS: è illusorio, queso chiariamolo, pensare che gli 8 (o anche 16) miliardi di risparmio annui di spesa per interessi possano minimamente migliorare la competitività del sistema produttivo italiano o liberare significativa liquidità: i numeri in gioco richiedono iniezioni di liquidità nell’economia reale, quindi anche a livello di detassazione, dell’ordine delle centinaia e non decine di miliardi per poter arginare la crisi produttiva in atto.
    Con i migliori saluti e l’apprezzamento per la Sua persona che, almeno, si pone dei problemi e cerca delle soluzioni: il resto disquisisce di jus soli mentre l’italia letteralmente affonda.

    • Paolo Cirino Pomicino | 3 Giugno 2013 at 15:43 |

      In altro articolo ho indicato come sarebbe possibile iniettare 35-40mld di€ attraverso vendita immobili utilizzati da pubblica amministrazione per un progetto di start-up della ns economia mentre operazione descritta nell’articolo commentato serve a invertire tendenza sul debito innescando con risparmio interessi e crescita risanamento finanza pubblica.Grazie dell’attenzione

  44. Colgo l’occasione di questo Suo post, On. Pomicino, per esternare un’impressione che ho avuto fin subito dopo la scomparsa di Andreotti e che mi accompagna tutt’ora.
    In un Italia in cui post mortem tutti vengono stucchevolmente santificati, per Andreotti è stata fatta una macroscopica eccezione. Da una parte c’è stata in ogni giudizio una ingenerosa, rimarcata e costante riserva, e per un’altra (e questo aspetto mi ha colpito ancor più dell’altro) c’è stata come una frettolosa volontà di evitare qualsiasi riflessione, ricordo o sintesi dell’opera politica di uno statista che ha scritto pagine fondamentali di questa nostra gloriosa e defunta Repubblica. Mi è sembrato come se si fosse scelto di non fare i “conti” con la politica rappresentata da Andreotti.
    Mi sono sempre chiesto il perché.
    Un’operazione del genere è troppo macroscopica e concomitante in ogni ambito per ricondurla solo all’ignoranza dell’attuale classe dirigente che, tra l’altro, non ha studiato, quindi non può andare oltre la banale superficialità per esprimere giudizi su una figura che ha aperto e chiuso la nostra Repubblica.

  45. Ciao Paolo, leggendo i tuoi articoli confermi la Lucidità di analisi , l’ inteligenza e la cultura che mi è nota, con la chiara visione dello stato e della politica con la P maiuscola. Purtroppo , il livello è quello che descrivi… il tutto è voluto da una legge elettorale che ,fin quando non tornerà il proporzionale con le preferenze e lo sbarramento del 5 % , non consente di migliorare la cultura dei nostri rappresentanti.

    saluti
    Sergio (un Andreattiano dal 78 di Monte di Procida )

  46. Ottimo ,articolo che condivido

    se avessoro permesso a persone come Lei di continuare a fare politica l’italia non sarebbe finiti in queste condizioni .

    Nello specifico pero’ non ritengo la presa della maggioranza del pacchetto di controllo
    da parte di telefonica (che era gia’ partener e azionista industriale di riferimento)
    particolarmente perniciosa , perchè telecom ha necessita’ di un profondo risanamento
    e ristruttuturazione e nessuno in italia sarebbe ora in grado di fare quanto è necessario

    C’è il problema della gestione della controllata in brasile che potrebbe essere liquidata
    da telefonica e assorbita nella telco brasiliana di propieta’ della stessa telefonica
    ma spero che al riguardo gli altri soci del pacchetto di controllo di telecom abbiano preteso delle adeguate rassicurazioni .
    Come dice giustamente sarebbe oppurtuno che lo Stato il governo (non la Cdp )
    riprendesse e mantenesse un percentuale di controllo per garantire l’interesse nazionale esattamente come accade in francia e germania.
    Questo non è stato voluto per telecom italia perchè è stata trattata come un azienda da spolpare (dagli immobili finiti a pirelli re ai grossi dividenti che hanno bloccato gli investimenti alla gestione interna atta a favore societa’ legate ai gruppi di potere che si sono succeduti nel controllo dell’azienda)

    ps:la inviterei a cercare il libro di Antonio Maria Rinaldi ‘europa kaputt’ piscopo
    editore (acquistabile per ora solo in edicola per la volonta’ dell’autore di mantenere
    il prezzo di copertina molto basso) in libro tratta fra l’altro della gestione del debito
    pubblico negli anni ’80 e penso che sia fra i pocchissimi usciti in italia a raccontare la verita’ (a parte geronimo…)

  47. Se non fosse per quell’eccessivo “solo la nostra flebile voce ha denunciato negli anni”, sarebbe un articolo completamente condivisibile!
    Grazie.

  48. Tiziano Muliere | 2 Ottobre 2013 at 11:35 |

    Onorevole condivido totalmente il suo articolo e i vari commenti tranne sul fatto che la Telefonica Azionista di Maggioranza di Telecom non sia cosí danneggiante per gli obiettivi nazionali e internazionali dell’Azienda e del Paese, in vari settori strategici di cui le telecomunicazioni fanno parte.. Sono totalmente d’accordo sulla scelleratezza dell’attiale classe dirigente politica ed imprenditoriale… Il problema come lei afferma da anni è nato quando è stata spazzata via una classe politica con cultura di governo per consegnarsi alle grandi dinastie industriali e finanziarie italiane, (ma questo è un altro discorsi) e alle politiche inette di privatizzazioni ad ogni costo… Nel caso telecom in particolare è ineludibile il fatto che questa privatizzazione é stata gestita senza un criterio e un indirizzo chiari e raziocinanti e senza una gestione politica chiara di queste,perchè visto che ci s’imbatteva in una nuova epoca,nell’era della globalizzazione della comunicazione,dell’informazione e anche un’apertura ancor maggiore mercati emergenti,che puntasse come lei spiega bene in “Strettamente Riservato” ad internazionalizzare per poter competere a livello mondiale,attraverso una serie di provvedimenti tra queste anche alleanze strategiche con gli equivalenti stranieri, poi privatizzare attraverso però la costituzione di public company e non di gruppi non internazionalizzati in mano ai soliti noti… La saluto affettupsamente,
    Tiziano Muliere.

  49. Sembra, con la fiducia a Letta , qualcuno ( attaccato alla poltrona? ) ha deciso di riprendersi l’anima.
    Manca la volontà o il coraggio per fare una legge elettorale che veda il ripristino del proporzionale con le preferenze e lo sbarramento alla rappresentatività al > del 5% inoltre la modifica del Bicameralismo , oltre 900 persone per legiferare sono un lusso che il paese non può più permettersi.
    Potrebbero anche rimanere, ad una condizione riducendo notevolmente i costi di tutte le spese di funzionamento della camera e del Quirinale ( compreso ) …. anche in questo, una normalizzazione con i paesi europei ( Francia e Germania ) non più possiamo permetterci le spese attuali. il mio è un desiderio ….. di normalità.

  50. Tiziano Muliere | 4 Ottobre 2013 at 00:01 |

    Le analisi dell’On.le Pomicino le ritengo lucide,lungimiranti,equilibrate e che centrano sempre il succo del problema,come al solito condivido… Cordiali saluti,
    Tiziano Muliere.

  51. premesso che a mio avviso la componente economica prevale di grand lunga nell’eziologia di mani pulite la invito a leggere questo commento (al seguente link) :

    http://www.keinpfusch.net/2013/10/ne-e-valsa-la-pena.html

    seguira’ un mio commento sul suo articolo

  52. “«….la tradizione molto seria di Nino Andreatta …….”
    Gentilissimo On. Pomicino, quale sarebbero i meriti storici da ascrivere a Nino Andreatta?

  53. Tiziano Muliere | 7 Dicembre 2013 at 14:59 |

    Letto,condiviso e sottoscritto,Onorevole… Un cordiale saluto,
    Tiziano Muliere.

  54. Tiziano Muliere | 8 Dicembre 2013 at 07:42 |

    In sintonia totale,On.le Pomicino… Cordiali saluti,
    Tiziano Muliere.

  55. Non credo che Renzi seguirà i consigli, pur arguti e saggi, di Cirino Pomicino. Troppo leader e troppo anglofono per riportare la politica italiana ad un equilibrio più classico e europeo.

  56. Questo Paese è completamente impazzito!
    Buon lavoro e grazie: leggerLa è tra i pochi momenti di conforto anche per un Comunista.

    PS: unica glossa al Suo articolo: uno sbarramento del 4% o 5% non ridurrebbe la frantumazione partitica. La frantumazione, Lei mi insegna, è solo espressione di trasformismo (fenomeno naturale in assenza di Partiti).

  57. Orbene! : non riuscivo a seguirLa nella precedente “fiducia” in Letta e Renzi!…..e guai a paragonarli e, tanto meno, ad avvicinarli ad un gigante della Politica come Giulio Andreotti!
    Qui non si tratta di mancanza di garbo, ma di mancanza di politica, di avere delle visioni; Voi disegnavate una strategia (per esempio sul sistema bancario nazionale), questi parlano per spot ed attuano tattiche altrui.
    Non sono esoso: rivoglio la Prima Repubblica!!
    Buon lavoro

  58. Tiziano Muliere | 13 Aprile 2014 at 21:15 |

    Completamente d’accordo con questa analisi e sintesi,fermo restando,il mio esser un convinto parlamentarista e proporzionalista,devoto alla separazione dei poteri del Montesquieu.

  59. Rosario Pezzella | 25 Maggio 2014 at 06:02 |

    . . . Un’analisi come sempre lucida e puntuale, una lezione di Politica (quella appunto con la P maiuscola) . . . Una sola riflessione Caro Pomicino in merito alla vicenda del Presidente del Consiglio Regionale della Campania : è vero la richiesta della Procura Sammaritese risale al 03/02/2014 e l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domicilari risale a pochi giorni dall’apertura dei seggi. Vede, Caro Pomicino, da addetto ai lavori (faccio l’avvocato in una realtà nevralgica qual è quella di Napoli Nord) Le vorrei segnalare che come tempistica è assolutamente fisiologico che passi del tempo prima che il Gip adotti o meno il provvedimento richiesto dalla Procura; oltretutto, nel caso di specie, l’ufficio del Gip chiamato a pronunciarsi sulla richiesta ha anche proceduto a riqualificare giuridicamente i fatti ritenuti dalla Procura penalmente rilevanti e, questo, sicuramente ha comportato un approfondito esame della questione determinando tempi più lunghi per adozione dei provvedimenti ritenuti opportuni . . .
    La saluto con viva cordialità . . .
    Avv. Rosario Pezzella da Marano di Napoli

  60. Gentile On. Pomicino,
    per la stima che ho per la Sua riflessione mi piacerebbe essere presente a qualche incontro pubblico cui Lei partecipasse; nell’eventualità, sarebbe così gentile di avvertire qui sul Suo sito?
    Molte grazie
    Ivan

  61. Interamente condivisibile.

  62. E’ esatto quanto scrive : art 18 un feticcio …la questione vera è che tipo di societa’ vogliamo in italia (e nell’europa ex occidentale , che en passant a mio avviso ha subito il crollo del muro di berlino per motivi non cosi’ ovvi e scontati ) un modello dove la ricchezza è prodotta solo con l’export e la finanza , un tipo di societa’ che sudamericanizzata(o messicanizzata) dove esisto solo due classi : i ricchi (che tutto possono)e una vasta base sociale sottoproletarizzata (quello che vuole larga parte del pd e implicitamente i sindacati di sinistra) Oppure una societa’ articolata con un economia vitale che permetta la crescita
    anche con il mercato interno …dove la ricchezza rimanga un poco di piu’ sul ‘territorio’
    e non sia solo incalanata all’estero da grande imprese finanziarizzate (anche legalmente grazie agli arbitraggi fiscali all’assoluta liberta’ dei capitali e delle aziende di
    pagare le tasse e muoversi dove piu’ conviene )
    E’ una descrizione schematica e sintetica su un punto fondamentale su cui la politica
    dovrebbe interrogarsi (se ci fosse un dibattito politico in italia)

    ps:berliguer sara’ stata magari una persona affasciante e carismatica ma quanto
    a visione politica era assai carente (si potrebbe riempire un libro sulle inesattezze e stupidaggini che ha detto , basta andare a ripescare le sue dichiarazioni :sbagliate a quel tempo come oggi…) che sia stato santificato ex-post lo trovo uno di quei ‘trucchetti'(in cui sono specializzati al gruppo espresso/repubblica ma anche al corriere..) attuati per screditare i politici del pentapartito ex prima repubblica e riabilitare gli ex-comunisti che nei primi anni ’90 furono cosi’ utili agli interessi particolari di ‘qualcuno’…

  63. Buonasera Onorevole,
    Come al solito i Suoi articoli compiono un analisi accurata e precisa dello scenario politico italiano, sottolineando e specificando questioni che spesso passano inosservate agli occhi del cittadino.
    Purtroppo sopratutto nell’ultimo decennio la “Mala Politica” è un fenomeno in continuo aumento.
    Tanti politici, anche di notevole importanza, non fanno altro che sventolare slogan contro il sistema politico italiano, attribuendo le colpe della difficile situazione economico-finanziaria attuale a partiti e uomini del passato (come il PSI di Craxi o la DC Andreottiana)
    Tutto ciò, a mio avviso, non fa altro che allontanare le nuove generazioni da una passione Nobile, che se coltivata con i giusti insegnamenti non può far nient’altro che aiutare i giovani a dare una scossa e un forte segnale di cambiamento a un quadro politico che va via via degenerando.
    In questo scenario confuso e poco unitario spesso la magistratura ci mette lo zampino, con qualche sentenzuccia sia a destra che a sinistra fa in modo che i politici stiano a bada, lasciandoli liberi di operare quando conviene e giustiziandoli quando i loro interessi possono essere intralciati.
    L’aria che si respira è molto difficile, i partiti diventano sempre più di stampo “privato” e i loro leader non sono altro che portavoce dei salotti buoni da cui sono tanto affascinati.
    Caro Paolo che tanto ti stimo, dona la tua esperienza a noi giovani e lotta al nostro fianco per di riportare la politica al suo più alto valore.
    Temi come l’art 18 mi hanno stancato.È mai possibile che in una società evoluta dove siamo quasi tutti istruiti si facciano sempre le stesse polemiche. Da quando m’interesso di politica l’art 18 è stato più volte tirato in ballo come causa del disastro economico. A parer mio è solo un capo espiatorio per perder tempo su un tema che cattura facilmente l’attenzione di molti.
    In Italia servono investimenti nell’economia reale, nello sviluppo, nelle infrastrutture. Il Governo dovrebbe mettere un bel pò di soldini in giro anzichè mettere toppe per far quadrare i conti.
    Buon Paolo tanta gente nn sa quanti soldi Sei riuscito a far arrivare in Campania durante i tuoi anni migliori…
    Gentilissimo Onorevole prima di chiudere il mio commento, vorrei farLe una domanda se me lo concede.
    Nel Suo ultimo libro “La Politica nel Cuore” fa riferimento ad alcuni grillini presenti alle elezioni del presidente della repubblica dell’anno 2007, potrebbe cortesemente chiarire meglio questo passaggio e indicarmi chi erano questi uomini di Grillo?
    Confido in una Sua risposta augurandoLe una magnifica serata.
    Un Sorriso Carmine ( un ventisettenne qualunque ).

  64. Gentilissimo On. Pomicino,
    scusi la sfrontatezza, ma il terrorismo è stato effettivamente un aggressore esterno, mentre l’inflazione era una “misura” governativa.
    Ad ogni modo, sempre meglio alta inflazione che non il divorzio di Andreatta!

  65. Buongiorno Onorevole,
    Amo svegliarmi presto, l’aria che si respira al mattino ha un sapore migliore é più fresca, é più pulita.
    Le Sue proposte non sono banali anzi hanno quella parvenza di fresco e di pulito che a me tanto piace.
    Onorevole mi dispiace dirlo ma sono banali questi i politici dei tempi moderni. “Mezzi uomini,ne buon e ne malament, micciariell!(mio nonno ex partigiano cosi li definisce)”che vanno in giro per i tolk show a dire sempre le stesse cose, meno tasse sulla casa, meno tasse sulle imprese, gl’ immigrati rubano e hanno l’Ebola…queste sono Banalità!
    Mi chiedo: quale scuola politica hanno intrapreso? Mah…Di sicuro sono stati rinchiusi a lungo nelle loro sezioni e in qualche salottino illustre.
    La politica é idee, é coraggio, é onore, é l’arte di vedere dove gl’altri non vedono.
    Mi permetto di chiudere con una frase di Gramsci:
    Istruitevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza.
    Organizzatevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra forza.
    Un saluto di cuore.
    Carmine (un ventisettenne qualunque)

  66. Complimenti On. Pomicino.
    La Sua è un’arguta, sottile ma sostanziale distinzione.
    Ciò che è deprimente è che non c’è più discussione e confronto politico; in fondo, non ci sono più idee, né identità da confrontare.
    Cordialmente
    Ivan

  67. Buonasera Onorevole,
    “Non è assolutamente vero che nessuno Vi ascolta!”
    Leggo con molto interesse i vostri articoli. Con ironia e precisione lessicale rendete la lettura dei vostri articoli molto piacevole.
    Vi lascio con un piccolo commento di come vedo e vivo l’attuale scenario politico
    «Venditori di menzogne da anni immobilizzano il nostro territorio rendendoci schiavi di un falso Dio chiamato “Burocrazia”.
    Spacciandosi per sapienti con il sorriso da davanti e con il ghigno alle spalle s’ingrossano le tasche mentre svuotano le nostre.»

    Con affetto e tanta stima,
    Carmine un ventottenne qualunque…

  68. orazio vecchio | 7 Giugno 2016 at 15:30 |

    Buon giorno Onorevole, mi capita di seguirla spesso in televisione, e di apprezzare le sue lucide analisi e considerazioni su molti argomenti, ma mi permetta di obiettarle in questo caso specifico di essere d’accordo con lei solo sulla ” Ignoranza e complicità ” di una intera classe dirigente ma non con l’analisi finale del suo pensiero. Oggi ha sostenuto che la politica è una scienza esatta poggiata su due elementi, e in quel caso possiamo dire che se non è esatta è sicuramente vicino alla verità. L’unica scienza esatta che conosco è la matematica, e quindi se l’intera economia mondiale poggia le sue fondamenta su un sistema che MATEMATICAMENTE prevede il fallimento degli Stati. La legislazione attuale prevede che è la Banca centrale a emettere la moneta che serve alla comunità per i normali scambi commerciali. Quindi la moneta emessa , per sua natura deve restare in circolazione , e se per mantenere questa moneta si deve pagare un interesse, viene da se che negli anni il debito diventi impagabile. Onorevole se lo Stato oggi riceve 100 e questi ” servono ” per la normale circolazione e quindi è costretto a emettere ogni anno 10 di ulteriori titoli del debito pubblico per pagare gli interessi, converrà con me che in 30 anni l’iniziale debito di 100 diventerà oltre 400. Ma non è finita ( per usare una sua stessa espressione ) Lo Stato ( i cittadini ) non potrà mai pagare i 400 perché semplicemente non esistono infatti ne sono stati stampati solo 100, ecco perché poi i cittadini perdono le loro case, le loro aziende, e lo Stato deve alienare spiagge, autostrade ecc. ecc.. Mi piacerebbe discutere con lei su questo argomento e perché no proporle la mia idea in proposito.
    Cordiali Saluti

  69. Sto leggendo il suo libro La Repubblica delle giovani marmotte è a pagina 170 indica in 7 miliardi il risparmio anno per interessi a seguito dell’operazione riduzione straordinaria debito pubblico francamente non riesco a raggiungere quella cifra annua nemmeno applicando il tasso del 5% può darmi chiarimenti grazie complimenti

  70. Ho finalmente terminato la lettura del suo libro e per quello che vale vorrei testimoniare che nei primissimi anni 90 in un’occasione romana in piazza del Pantheon dove mi trovavo con il senatore Sandro fontana defunto nel dicembre 2013 incontrammo per caso Luciano Violante grandi saluti grande stima tra il democristiano e il comunista ma appena Violante si allontanò Sandro felice delle battute feroci che confermano totalmente le teorie da lei formulate in ordine alla trattativa stato mafia. Era presente un nipote di Sandro e il fratello Gianfranco avvocato tutto ciò mi colpisce molto. Grazie. Mp

  71. In particolare, relativamente al primo aspetto, chi svolge un attivita lavorativa specialmente di tipo operativo, necessita per lavorare sui cantieri del Durc o certificato di regolarita contributiva; ma se risultano contributi Inps o Inail insoluti, gli enti previdenziali bloccano il rilascio del certificato, paralizzando l’attivita e impedendo la partecipazione a qualsivoglia gara d’appalto.

  72. Finalmente un perfetta sintesi sulle ragioni ” politiche ” per dire NO alla pseudo “riforma”. Grazie per la concretezza.

  73. segnalo anche i commenti seguenti alla recensione sopracitata

  74. Completamente d’accordo. Per come la penso l’unica cosa da rottamare è l’attuale classe politica, che di democrazia partecipativa non ha la minima idea. Dopotutto, la sola cosa che importa agli attuali esponenti politici è un posto buono in lista. I segretari di partito decidono chi è come deve rappresentare il Paese senza legittimazione popolare, continuando con questa riforma con l’elezione dei membri del Senato. Quanti di questi Politici sarebbero parlamentari, Ministro, con la legge elettorale con cui veniva eletto Lei, ed altri eccellenti Politici nella circoscrizione Napoli-Caserta? Dove sono oggi politici, al di là di antipatie, simpatie, appartenenza e non, Cirino Pomicino, Elio Rosati, Vincenzo Mancini, i Bosco, Gaga, Scotti, per citarne alcuni del Suo collegio elettorare. Sarò un nostalgico, ma fiero di esserlo perché sono cresciuto con una classe politica preparata. La saluto, e mi scusi se ho divagato.

  75. Se vengono un motivo ci sarà. Dovrebbero venire a lezione pure quelli di maggioranza.

  76. Condivido questa analisi lucida propria di un politico di esperienza e di cultura storica, benchè democristiano di antico stampo. Ma i democristiani di un tempo erano in gran parte persone preparate e colte. L’ignoranza di oggi è pericolosa.

  77. Ludovico MassimoLancellotti | 20 Novembre 2016 at 05:44 |

    La ringrazio della chiarezza,
    sono atterrito dalla guerra civile
    in atto da parte dei positivi.
    Ultima riflessione, è singolare che viene tacciato di ‘populista’ chi difende la costituzione italiana, che fu creata proprio per impedire che si denominassero ancora in questo modo i democratici…
    Non sarà che la mentalità corporativa, vera essenza di quel ventennio, abbia corroso l’animo dei giovani progressisti d’oggi che non hanno vissuto neanche la guerra studentesca del decennio 1970?!?

  78. Ezia Niceforo | 23 Novembre 2016 at 16:02 |

    Il suo articolo mi piace e lo condivido rituittandolo.Grazie!

  79. lucido, complimenti!

  80. Simonetta d'Alessandro | 6 Febbraio 2017 at 20:06 |

    Sempre perfetto

  81. Non posso che ammirare a volte la lucidità delle sue analisi (in mezzo al pressapochismo che contraddistingue le cosiddette nuove leve). Penso che non affronti però il nocciolo del problema. Ovvero “Cosa è l’Europa?”… Non è la Gran Bretagna che si è allontanata dall’Europa. E’ l’Europa che si è allontanata dalla Gran Bretagna.

    https://youtu.be/Q0DzlEJFmns
    https://youtu.be/nTUAQ7X0kh0

  82. Francesco Gallo | 17 Febbraio 2017 at 14:33 |

    Graaande! e grazie!!!

  83. Roberto de Miro | 5 Marzo 2017 at 16:24 |

    Come può un cattolico pensare di salvare un’anima col rifiuto della vita e della Croce? Nel suo ragionamento c’è un grave equivoco, utile a sembrare progressisti: coscienza e anima sono concetti ben diversi e nemmeno simili

  84. Francesco Gallo | 17 Marzo 2017 at 08:48 |

    Sempre lucidissimo, chapeau!
    Aggiungerei sommessamente, a proposito del dis-equilibrio dei poteri dello Stato, che forse che stia finalmente maturando una piena consapevolezza?… a giudicare dal voto del Senato contro la decadenza del sen. Minzolini e dalle testuali parole, a proposito della candidabilità dei magistrati, dell’ex pm di Mani pulite Gherardo Colombo :”diritto di candidarsi è inviolabile ma sono ragionevoli norme su tempi e luoghi”…ari-chapeau!
    Cordialmente

  85. Francesco Gallo | 31 Marzo 2017 at 12:34 |

    Magnifique!
    Ehm, ehm, dr Giletti!, che ben conosciamo, prenda e porti a casa!!!

  86. Francesco Gallo | 2 Maggio 2017 at 18:28 |

    “Noi che da sempre abbiamo invocato il primato della politica non possiamo che chiamare alla sbarra le nuove forze politiche che tra insulti, querele, personalismi ed assenza di cultura politica dovunque ci si gira, dimostrano tutte la loro inconsistenza”…e a Voi, unitamente ai martiri, va il sentito grazie per aver difeso la nostra democrazia dalla deriva del disastro civile ad opera del terrorismo.

  87. Francesco Gallo | 19 Maggio 2017 at 09:03 |

    ” In un’ottica di realismo, il dato che sintetizza al meglio la traiettoria economica del nostro Paese è il Pil pro-capite in relazione agli Stati Uniti a parità di potere d’acquisto.
    Il grafico è una disarmante linea rossa a palombella. Dopo il picco del 1991 in cui il nostro reddito pro-capite era l’86% di quello americano, l’Italia ora ha un reddito che è il 63% di quello degli Usa. È lo stesso livello che avevamo nel 1961: nell’ultimo ventennio siamo tornati indietro di 55 anni.”(1)

    (1)Fadi Hassan, nato e cresciuto a Pavia da genitori siriani, è docente di Economia presso il Trinity College Dublin e Research Fellow del Cep alla London School of Economics

    Questo è il fatto! e per una volta non lo dice Paolo Cirino Pomicino!!!

  88. giuseppe molinari | 23 Maggio 2017 at 18:55 |

    analisi lucida e condivisibile purtroppo oggi in italia c’è il trionfo della mediocrità e dell’ignoranza bravo cirino

  89. Francesco Gallo | 27 Maggio 2017 at 06:40 |

    Cos’altro si può aggiungere!?…forse, sommessamente, l’intollerabile tolleranza, soprattutto in alcune zone del sud ad alta densità criminale, della dispersione scolastica.

  90. Scusi pero’ notiamo una certa incoerenza : Lei scrisse di avere contribuito
    a fare cadere il governo Berlusconi nel ’11 (convincendo non ricordiamo chi a abbandonare il
    sostengno al governo ) ora sembra quasi entusiasta alla prospettiva (prevedibilissima)
    di un governo PD +Berlusconi (perchè qualcuno in forza italia farebbe a meno di governare con il pd)
    piu’ un gruppo neocentrista -che non si capisce come possa passare il 5% –

    Ora non le ricorda questa compagine di governo il governo tecnico* Monti ? e piu’ sfumatamente
    i governi del PD di Letta e Renzi passando per arrivare a Gentiloni ; governi che hanno
    beneficiato di un opposizione morbida* da parte di Fi oltre che dei trasfughi pentastellati

    Se Berlusconi era il male nel 2011 non si capisce perchè sia il bene o comunque accettabile
    nel 2017 (oltre al fatto che ora sembra occuparsi piu’ degli animali da compagnia del suo giardino
    piu’ che della situazione dell’italia e del benessere degli italiani)
    E inoltre il gruppo neo-democristiano di centro che contenga alfano parisi gli ex ncd ‘berlusconiani’ perchè dovrebbe dare frutti diversi da quelli finora dati se eletti con il proporzionali . In cosa questo governo , in ultima analisi , questo nuovo governo del PD + Berlusconi e i neo-democristriani (quindi alfano e i traditori* di forza italia e berlusconi nel ’11)
    dovrebbe essere diverso dai governi precedenti -guidati dalla stesse persone?-
    Governi i cui ministri chiave sono sempre dei tecnici* che piu’ o meno seguono le direttive
    della banca centrale europea ?
    In cosa il proporzionale ora potrebbe aiutare a fare rinascere la capacita’ di fare politica
    animare la discussione , proporre visioni diverse (quando senza preferenze e con una soglia cosi’ alta ,assomiglia motlo a un maggioritario mascherato se volessimo essere piu’ cattivi di quello che vogliamo essere? )

    • Paolo Cirino Pomicino | 1 Giugno 2017 at 09:26 |

      Nel 2011 al governo c’era la lega,la destra e premier era Berlusconi. Io ho fatto un ragionamento politico: in tutta europa (Germania,Austria,Spagna e finanche il governo presidenziale di Macron) al governo ci sono socialisti e democristiani o popolari che dir si voglia o comunque moderati a testimonianza che questa alleanza è ritenuta strategica. Ho anche detto al giornalista che non lo ha riportato che il PD può fare un governo anche con Pisapia, articolo 1 e finanche 5 stelle. Detto questo ha ragione che bisogna cambiare uomini visto i fallimenti di questi anni e qui il problema è complicato perché a mio giudizio va recuperato un po’ di esperienza antica e un po’ di giovinezza entusiasta. A mio giudizio se ci fosse stata la preferenza la selezione l’avrebbe fatta l’elettore ma da 25 anni abbiamo partiti personali che sono “dirigisti” ma con il proporzionale e con i collegi che in qualche modo personalizzano la scelta si attiverà un nuovo processo politico che porterà a rifondare i partiti con una cultura di riferimento ed una democrazia interna, caratteristiche entrambe scomparse da 5 lustri. Grazie per l’attenzione

  91. nicola savino | 11 Giugno 2017 at 09:24 |

    e quindi il sistema è possibile senza regolamentare la partecipazione in senso come prescrive l’art.49 CC?? Credo non si possa uscire dal caos di senza decidersi ad applicare la Carta :liddove il caos è prodotto dalla personalizzazione.. multipla. Non si può lasciare il filtro della rappresentanza ad , berlusconiane o pentastellate o estratte da primarie infiltrate. Bisognerebbe quanto meno ( e magari controllare anche la provenienza delle preferenze-almeno per le europee, dove ancora ci sono-per individuare gli eletti dalle aree di chiara marca criminale!). Invece,discettiamo sui diritti acquisiti degli ex parlamentari: decadenza!!!

  92. non inteso per la pubblicazione ,all’ attenzione di PCP
    tratto da twitter

    https://twitter.com/UfficioStampaBI/status/874912333436514305

    la preda sono le banche e quindi indirettamente i npl
    https://twitter.com/sole24ore/status/874690868267016192
    ad esempio ( per citate personaggi legati a politica…)
    e da chi prede i soldi serra per queste operazioni? ( i soliti soros* e il cerchio si chiude..sempre gli stessi schemi..)
    PS:e come mai i npl sono concentrati in Italia ?( sia in termini assoluti che percentuali?) il caso?o faceva comodo..

  93. Francesco Gallo | 18 Giugno 2017 at 08:19 |

    Come sempre, un’analisi perfetta senza se e senza ma…il vero problema è che rimane vox clamantis in deserto, dato lo strapotere della “comunicazione” asservita, magari non in chiaro, a quegli stessi poteri finanziari che ne fanno arma di fuorviazione delle coscienze.

  94. Francesco Gallo | 18 Giugno 2017 at 08:26 |

    Come sempre, un’analisi perfetta senza se e senza ma…il problema è che rimane una vox clamantis in deserto, dato lo strapotere della “comunicazione” che, sostenuta com’è, e non in chiaro, da quello stesso potere finanziario è la micidiale arma di fuorviazione delle coscienze. Tanta salute!

  95. Francesco Gallo | 30 Giugno 2017 at 11:15 |

    E come non pensare anche al “malvezzo” ricorrente di alcune imprese straniere che, col pretesto d’investire in Italia, rilevano delle belle nostre realtà produttive e, dopo averne acquisito il prezioso know how, chiudono baracca e burattini e lo portano in dote ad altri paesi dove le condizioni di lavoro sono decisamente più “vantaggiose”. Sempre tanta salute!

  96. Francesco Gallo | 8 Luglio 2017 at 08:25 |

    Chapeaux!
    Bonne santé!!!

  97. giustissimo e sacrosanto.

  98. Francesco Gallo | 12 Luglio 2017 at 13:03 |

    I convegni delle correnti erano anche occasioni, per chi lo volesse, d’incontro “da vicino” (parafrasando il Divo!) con i protagonisti della politica, i quali, non essendo filtrati dai potenti odierni mezzi di comunicazione, di certo non potevano bluffare anche perché, ricordando un Convegno a Bardonecchia, veniva assicurato un reale dibattito aperto a tutti! Grazie

  99. Ezia Niceforo | 18 Luglio 2017 at 07:33 |

    È una storia tristissima!!!E a mio modestissimo parere a poco serve “difendersi”se non a salvaguardare la propria immagine.L’Italia è in ginocchio!E a mettercela non sono stati i cittadini,ma le varie classi politiche che hanno mirato agli interessi personali più che collettivi.Una buona giornata!Ezia Niceforo.

  100. franco remo | 24 Luglio 2017 at 09:06 |

    Egregio Cirino Pomicino, a quei tempi io la consideravo una macchietta politica, poi nel tempo, occupandomi della storia de La moneta immaginaria di Einaudi, ho rivalutato la sua competenza.
    Almeno dal punto di vista intellettuale.
    Bisogna avere testa, capacità di analisi e capacità deduttiva, cose assenti oggi.
    L’ho vista su La7 stamane, parlare di avanzo in conto capitale davanti a una platea di ignominosi intellettivi. A distanza di anni posso dirle una cosa: se non la stima, almeno il rispetto intellettuale l’ha ottenuto.
    E, il rispetto intellettuale è di gran lunga meglio della stima.
    Può pensarla diversamente da come la penso io, ma ciononostante, io so che quel che dice è sorretto da una analisi intelligente, per questo, se voglio contraddire la sua analisi devo proporne una, a me stesso, che sia essa pure intelligente, ma migliore.
    L’abisso intellettivo tra la cosidetta prima repubblica e la seconda è incommensuranile.
    Negli anni ho capito quel che ancora oggi non si capisce:la moneta, ma sopratutto la contabilità truffaldina delle banche, i meccanismi di “necessità” dell’emissione dei titoli di stato…
    Insomma ho capito…
    Una cosa le chiedo: era d’accordo sul “divorzio” da BankItalia?
    E se la risposta è si, non trova che l’ECB stia facendo la stessa cosa col debito europeo?
    In tal caso, dopo 36 anni bisogna dire che i veri economisti erano quelli della prima repubblica, quelli di adesso sono, se va bene degli incapaci, ma più verosimilmente dei farabutti.
    franco remo

  101. Buonasera Onorevole,
    Come al solito i Vostri articoli sono un’ottima fonte di apprendimento.
    Mi verrebbe quasi dire che ben venga l’egemonia francese almeno “gli spicci” restano in Europa!!!
    Peccato che anche agli “spicci” piace stare nei paradisi fiscali.
    Un Sorriso Carmine ( un trentenne qualunque).

  102. Antonio Platella | 8 Settembre 2017 at 18:36 |

    Un altro capitolo vergognoso di quella parte di Magistratura italiana che ha deciso che nel Paese deve esserci spazio solo per i “comunisti”! La cosa che mi fa paura però è la tolleranza, o meglio l’accondiscendenza di tutto il mondo di sinistra, intellettuale, preparato, capace di cogliere ogni significato, che tace e avalla atti e comportamenti che passeranno alla storia un sunto di vergogna e disonore!
    Colgo l’occasione per manifestare apprezzamento per la Sua visione ampia e precisa della situazione economica e politica italiana ed estera, frutto di una grande esperienza e non solo.

  103. paolo casotti | 18 Settembre 2017 at 15:49 |

    articolo di lucidità impressionante….w la prima repubblica..se la seconda doveva esser così com’è stata…si poteva e si doveva far meglio

  104. Gualtiero Di Re | 3 Ottobre 2017 at 17:24 |

    Con molto rispetto, la “vera” Democrazia Cristiana è stata SOLAMENTE quella di De Gasperi.

    Fatico veramente a paragonare la statura politica di De Gasperi a Giulio Andreotti, l’uomo che defini Sindona “salvatore della lira”, l’uomo che nominò Bruno Pazzi, gestore di sale teatrali, Presidente della Consob, ecc ecc: quante volte De Gasperi si sarà rivoltato nella tomba per tutto ciò!

    Se volete davvere rifare la DC, dovete trovare un nuovo De Gasperi: compito non certo facile al giorno d’oggi!

    Certo, la Seconda/Terza Repubblica ci ha regalato lo spettacolo osceno di un certo Antonio Razzi che sproloquia su tutto, con un linguaggio da semi-analfabeta, stando comodatamente seduto sul suo scranno di Senatore della Repubblica, MA questo non può farci rimpiangere la Prima Repubblica della partitocrazia, del debito pubblico e della corruzione.

    Cordiali saluti.

    • Marco Pigni | 10 Ottobre 2017 at 21:27 |

      Concordo con il sig. Gualtiero e aggiungo che la vera DC è anche quella di Don Sturzo, di La Pira e perfino di Don Dossetti. Spessori valoriali di impegno sociale e politico di una Politica con la P maiuscola, intesa come servizio disinteressato e pieno per abbattere le barriere dell’egoismo, dell’autoreferenzialità e della prevaricazione. Un Politica sempre dalla parte dei più deboli, degli ultimi e dei domenticati. Tutto il resto è noia.

  105. Giovanni Iuliano | 12 Gennaio 2018 at 19:56 |

    La nostra disperazione è l’incertezza su Tutto.Un Abbraccio On.le

  106. La lettera di Pomicino
    è ‘ il minimo sindacale che si può rispondere quando tutto deve entrare nel calderone della cultura del sospetto!Se è pur vero che siamo tutti innocenti,ma nessuno è al di sopra di ogni sospetto,preferisco pensare che il metodo adottato dalla Pacelli,risponda alla voglia di affermare la verità ad ogni costo e non al tentativo di dare corpo e sostanza alla cultura del sospetto tanto cara al movimento politico dei 5 stelle di cui il Fatto appare sempre di più come strenuo difensore,abdicando al proprio ruolo di autonomia e diritto di critica!E’ solo un caso che l’on.Di Maio, capo politico del movimento pentastellare,intervistato sulla 7 dalla Gruber,ha evitato qualunque accostamento a Pomicino x privilegiare l’accostamento a De Gasperi!E’ sempre lecito sognare l’impossibile,ma nella realtà dei fatti Pomicino è stato ed è un grande politico…Di Maio politico lo deve ancora diventare!

  107. Complimenti. Negli ’80 una camicia gialla lei la indosso. Altro che icona pop,vintage de quel convint.

  108. Come sempre abbiamo il piacere di pubblicare su http://www.freeskipper.it

  109. Come sempre un’analisi lucida, seria e competente che facciamo nostra e che ci onoriamo di pubblicare sulle nostre pagine.

  110. Questa ‘pazza’ piazza internettiana, strumento straordinario di comunicazione e di partecipazione, ma terribile arma a ‘doppio taglio’, micidiale se impugnata dalle mani sbagliate!

  111. “Salvini, Di Maio e Berlusconi devono ingoiare il rospo. La seconda Repubblica è stata una truffa”. Strepitosa intervista di Claudia su Tiscali di Paolo Cirino Pomicino! Leggere per credere: http://notizie.tiscali.it/politica/articoli/seconda-Repubblica-e-stata-una-truffa/

  112. Ferdinando I. | 30 Aprile 2018 at 11:16 |

    non esistono piu’ politici in grado di far tornare l’Italia ad essere la 4 potenza economica mondiale, solo con la DC abbiamo raggiunto risultati eccezionali

  113. Premesso che nessuno partito al mondo può ‘pretendere’ di ottenere il 50% + 1 dei consensi elettorali dalle urne, la vera colpa è quella di colui che prima si fa eleggere e poi non è in grado di trovare un accordo con gli altri eletti. Purtroppo dobbiamo convenire che non ci sono più i politici di una volta!

  114. P. Cirino Pomicino in questo momento è in diretta su La7 a Tagadà puoi seguirlo su http://www.la7.it/dirette-tv

  115. Mal che vada ci faremo tutti un bel Bank Rum
    https://youtu.be/k2DaS0n-Ni8

  116. Insomma dalla padella alla brace. Sempre di inferno si tratta però. L’unica speranza per gli imprenditori è la fuga
    https://youtu.be/Q0DzlEJFmns

  117. Alla fine, la porcata arrivò. Via il governo populista venuto dalle urne, via il ministro sgradito agli eurarchi, nasce il governo tecnico voluto dal Palazzo, nel nome del terrorismo economico europeo. Finisce un incubo e se ne apre un altro, forse peggiore. Tre mesi e stiamo peggio di prima. Il no a Savona di Mattarella e per sua bocca di tutto l’establishment, è il no all’Italia sovrana. E adesso si torna al voto con la stessa legge elettorale che ha causato questo sfascio!?

  118. Pasquale Lamorte | 22 Giugno 2018 at 14:03 |

    Analisi ineccepibile e condivisibile. Speriamo in una resipiscenza dei veri democratici.

  119. Dina Gabriele | 22 Giugno 2018 at 17:48 |

    Completamente d’accordo! Purtroppo stiamo vivendo ciò a cui i partiti storici ci hanno consegnato con il loro pressappochismo, la loro sciatteria intellettuale, la loro irresponsabilità e la loro bramosia del potere per il potere.

  120. Siamo tutti schiavi del qualunquismo e dell’incopetenza

  121. Quella contro i vitalizi ai parlamentari è la battaglia più facile che ci sia: consenso sicuro al 99,99%!

  122. Sei un grande della politica il tu ci sta questione anagrafica ernesto

  123. Da Berlusconi, a Renzi, per finire (speriamo) con Salvamaio il pifferaio non è mai stato sì tanto ‘tragico’ , menchè giammai ‘magico’!

  124. INADATTI a governare il Paese

  125. Prima hanno svenduto i beni dello Stato, poi hanno svenduto le case degli italiani e gli italiani stessi. Questa non è un ‘nazione che crolla’, ma un paese già morto e sepolto nell’inettitudine e nel malafede della sua classe dirigente!

  126. Le opinioni di Paolo Pomicino in questo articolo, tra il serio e il faceto, oltre che ad essere reali, creano turbamento. Chi conosce le cose della politica sa che l’attuale è un periodo buio interpretato da soggetti insignificanti eterodiretti, che possono portarci alla rovina

  127. Cambiare idea a secondo di dove tira il vento dei followers sui social non porta da nessuna parte. Il rischio è quello di finire sotto sotto l’alto patronato russo e cinese!

  128. Analisi sempre lucida e puntuale.

  129. …a volte tendi una mano e ricevi uno schiaffo! Purtroppo non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, e questi che ignorano i fondamentali della politica e dell’economia ci stanno facendo scivolare sul fondo de baratro.

  130. Promettere 100 per dare zero: la politica con la p minuscola ha la vita corta!

  131. Giuseppe Mazzeo | 6 Novembre 2018 at 09:47 |

    Quanta saggezza e quanta competenza! Politici di una volta, da cui si poteva magari dissentire ma che “avevano studiato “. Grazie

  132. Dalle stelle alle stalle dell”autoritarismo della banalità dell’ignoranza che si trasforma però in una sorta di caporalato di giornata stupido e minaccioso e nel tempo anche feroce, oggi con i giornali ed i parlamentari domani con l’intero paese dopo aver messo in brache di tela l’economia italiana dando la responsabilità come al solito ai plutocrati di ogni specie. Elettore avvisato, mezzo salvato!

  133. Il fatto preoccupante è che siamo alla deriva politica, economica, morale, etica e sociale. La deriva autoritaria dell’incompetenza e del pressappochismo!

  134. Questi ‘cosiddetti’ politici2.0 vogliono attaccare le ‘cosiddette’ pensioni d’oro per poi passare all’incasso delle pensioni di tutti gli italiani calcolate col vecchio sistema retributivo.

  135. Pensare che molte famiglie e o imprese avrebbero potuto chiudere pendenze con le banche a saldo e stralcio 12-20/100 pare occasione mancata: ma quanti avrebbero potuto profittare?

  136. freeskipper | 14 Gennaio 2019 at 14:51 |

    Cento anni fa nasceva il “Divo” Giulio. da allora l’Italia non ha avuto più un politico come Andreotti.

  137. Caro Paolo
    Intanto grazie per aver gettato la pietra nello stagno. Aver ri-mosso le menti stanche e annichilite di molti amici che si erano assuefatti a questo andazzo. Il nostro Paese e l’istituzione Europa, hanno bisogno di essere rivitalizzati da una cultura politica in grado di riportare e di connettere persone e valori in linea con la grande intuizione dei padri fondatori.
    Penso sia fondamentale e vitale formare un parlamento europeo all’altezza del compito che Tu indichi.
    Ben venga la proposta fatta da Calenda. Spero venga accolto il Tuo suggerimento di discutere, in una tre giorni, per mettere insieme le amine europeiste, affinché si torni a valorizzare quel pluralismo culturale e religioso che sono state le radici del progetto.

  138. Il tormentone: Sì Tav, No Tav.
    Il tormentone della Tav, o del Tav (Treno ad alta velocità), come piace dire a quelli ‘precisi’ e che parlano bene, spacca il governo in due, con Salvini da una parte che dice Sì alla Tav e alle grandi opere, e con Di Maio dall’altra che gli risponde picche, finché il M5s starà al governo, la Lione-Torino non si farà.
    E i gufi si appollaiano sul ‘tunnel della discordia’ sperando in nuovi scenari politici che ribaltino l’attuale maggioranza di governo, pronti a trasformarsi in falchi per piombare sulle poltrone liberate da una eventuale crisi di governo!
    Ma ai cittadini, imbottigliati nel traffico di tutti i giorni e in attesa sulle banchine per salire su mezzi pubblici che non arrivano mai e che quando passano sono affollati peggio di un carro bestiame, sono ben altre le problematiche che stanno a cuore e che vorrebbero vedere risolte dalla politica: lavoro, scuola, salute e trasporti, per l’appunto.
    Oltretutto la maggioranza degli italiani – per niente edotta ed aiutata a capire qualcosa sull’argomento dai professoroni, dai tecnici, dagli esperti e dagli stessi politici dei due schieramenti – ha scarse conoscenze sul ‘tunnel della discordia’ per poter prendere una posizione responsabile, e quindi poco gliene tange del ‘teatrino’ della Val di Susa.
    Per cui il tormentone ‘Sì Tav, No Tav’, viene derubricato a grande opera di distrazione delle masse dai problemi di tutti i giorni.
    L’ennesimo referendum politico su Lega e 5stelle che alla fine, pur di non perdere le poltrone un accordo lo troveranno e non potendo fare fifty-fifty come per reddito di cittadinanza, quota 100 e flat tax, perché quel buco nella montagna non può essere scavato per metà sì e metà no, rimanderanno ai posteri – come già fatto per debito pubblico e clausole di salvaguardia – ogni futura decisione. Insomma, chi vivrà… pagherà!

  139. Vito giovanni carlo chiacchiaretta | 28 Febbraio 2019 at 15:31 |

    Carissimo Onorevole, i due Ministri non possono lasciare il Governo in quanto facenti parte di una strategia portata avanti dal Presidente Mattarella in sede di formazione del Governo.

  140. Lasciare la poltrona? Saranno pure seri, ma mica pazzi!?
    VIENI ANCHE TU A DIRE LA TUA OPINIONE SU
    https://www.freeskipper.it

  141. Paolo si rivela ancora una volta come una delle menti più lucide della Repubblica, lo era già ieri, oggi poi! Mi permetto di aggiungere un ulteriore consiglio da destinare a Carlo: non insegua più il PD, che non lo sopporta più di tanto, e in quella “tre giorni” suggerita da Paolo, provi a mettere insieme le forze inespresse della “borghesia” italiana, che da anni è priva di rappresentanza politica, e provi così a conquistare il centro dello schieramento politico.

  142. Partiti in movimento, ma senza un vero nocchiere al timone: Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!!!

  143. Il suv diesel, il tunnel del Brennero, il plastico di Vespa: le gaffe del ministro Toninelli!

  144. La sacralità della vita, la santità della famiglia, il dono di Dio dei figli, il sacramento del matrimonio, un marito e una sola moglie sono le basi di una società civile e democratica, minarli nel loro essere è come demolire le fondamnta di una casa!

  145. La Decresita Infelice causata dal governo Salvi-Maio a tutti gli italiani: Sarà crisi per diversi e svariati anni…. Finalmente un pò di stabilità!

  146. Ma siamo così sciucuri che restituendo il senatore pentastellato alle sue trasmissioni televisive e alla sua chitarra questi non faccia latrettanto danno alla tv e alla musica???

  147. Perfettamente d’accordo su quanto chiarito. Grazie

  148. All’Italia non serve una patrimoniale. All’Italia serve una classe dirigente all’altezza della situazione!

  149. GABRIELE TRIMBOLI | 5 Giugno 2019 at 18:48 |

    Caro Onorevole condivido pienamente la sua analisi politica, lucida ed approfondita, guidata in questi termini, sull’articolo pubblicato il 30 maggio 2019, per la lungimiranza e l’esperienza dei diversi lustri, che, per grazia di Nostro Signore, Lei ha potuto maturare al servizio della res pubblica in questo Paese. Da piccolo rappresentante istituzionale della massima assise di un piccolo comune calabrese, alla mia prima esperienza, in una coalizione civica che ha avuto il merito di prende come modello le virtù di una base parlamentare e di consenso ampia e larga, valorizzando le esperienze e le forze migliori di diversa estrazione politica (che, a livello nazionale, maturò troppo tardivamente negli ultimi 25 anni, solo con il Governo Letta poi, ahimè, prematuramente abortito),L’avrei voluta avere come maestro d’insegnamento e, (non potendo per la distanza avere il piacere di comunicare, anche de visu, le riflessioni politiche o le strategie nazionali e/o locali) spero mi voglia onorare di poter aver un’intesa epistolare telematica, anche a mezzo mail, che a tal fine inserisco nel browser del sito. Colgo l’occasione per porgere i più cordiali saluti, con la stima e l’affetto, per uno degli uomini che ha onorato le istituzioni per il Suo spirito di servizio, nelle fila di partito della Democrazia Cristiana. Quest’ultimo ha, infatti, senz’altro,rappresentato, alla fine del secondo conflitto mondiale e della dittatura del XIX secolo, un baluardo della libertà, del progresso sociale ed economico, nonché del benessere di questo Paese (senza pretendere distinzioni geografiche territoriali, anzi difendendo lo spirito di coesione, di unità e di solidarietà nazionale).
    Saluti.
    G. T.

  150. Forza Italia è una creatura di Silvio Berlusconi, e come Silvio Berlusconi sta lentamente spegnendosi: per rinascere ci vuole un nuovo leader!

  151. Una Santa Alleanza tra PD e FI per salvarci dal governo giallo verde? Peccato che Zingaretti e Berlusconi insieme arrivano appena, appena ad un risicato 30%!!!!

  152. C’è tanta voglia di Democrazia Cristiana. Il paese, gli italiani hanno bisogno di questa forza politica! Possibile che nessuno lo capisca e se lo capisce non fa nulla per rifondare i partito di Don Sturzo e di Alcide De Gasperi?

  153. Hanno ammazzato Moro. Hanno sfasciato la DC di fanfani e Andreotti. Adesso più che mai bisogna ricostruire una vera alternativa di governo che altro non può essere che la Democrazia Cristiana!

  154. Berlusconi lasci il ruolo di “padre-padrone” di FI e accetti quello di “padre-nobile” del movimento.
    Lui che ha costruito interi quartieri, che ha creato tre televisioni, che a ha portato il Milan sull’Olimpo de calcio internazionale e che ha fondato dal nulla quello che fino a pochi anni fa era il partito di maggioranza relativa in Italia, adesso deve giocare la carta più importante della sua vita: passare il testimone. Lo ha già fatto a Mediaset, adesso tocca a Forza Italia. Ma deve sbrigarsi, prima che sia troppo tardi!

    Berlusconi non ha più l’età e la verve dei giorni migliori e deve rassegnarsi a lasciare il ruolo di “padre-padrone” di Forza Italia ed accettare quello di “padre-nobile” del movimento da lui fondato, prima che lo affondi definitivamente. Lasci liberi di fare Mara Carfagna, Giovanni Toti e compagnia cantando. Loro sono il futuro, lui il passato.

    O il Cavaliere ne prende atto e si decide, ma in fretta, a mollare la presa e a dare ‘carta bianca’ ai suoi delfini, oppure Forza Italia muore!

  155. Ufficio Protesico ASL Roma 2, trasferito da un capo all’altro della città: ulteriore disagio per i cittadini già in gravi difficoltà!
    Stamattina – come ad ogni scadenza e necessità – mi sono recata alla ASL Roma 2 di Via Monza per presentare il solito modulo di “richiesta pannoloni” per mio padre di 98 anni e invalido al 100%.

    Sorpresa: Uffici chiusi e cartello affisso sulla porta che comunica il trasferimento degli Uffici all’altro capo della città, in Via Rizzieri 226.

    Ma dico io, è questo il modo di venire incontro alle esigenze dei cittadini che hanno bisogno di assistenza e di cure mediche? Non ho parole. So solo che dovrò prendere un altro giorno di permesso per presentare una richiesta che invece, in un paese civile, dovrebbe essere fatta d’ufficio, di concerto tra medico di famiglia, che rilascia il certificato, e la ASL.

    Ma in questo paese – soffocato dalle scartoffie e imbrigliato nelle fitte maglie della burocrazia – anche le cose più semplici diventano impossibili!

    E torno a chiedere: è mai concepibile che – nel terzo millennio, nella società dei social e delle App a gogo – non si possa inviare un semplice “foglio di carta” per posta elettronica?

    Una cittadina romana.

  156. 5s dilettanti allo sbaraglio, c’hanno provato ma non ci sono riusciti. E come si legge nei pacchetti di gomme da masticare: “NON HAI VINTO! Ritenta Sarai Più Fortunato!” … ma farceli riprovare anche la prossima volta dipende solo da noi: dal nostro voto!

  157. Giuseppe Caruso | 30 Luglio 2019 at 21:58 |

    Parole sante. In questo paese distratto sembra che la propaganda di allora sia ancora efficace oggi, forse perche’ siamo portati a cercare sembre capri espiatori scaricando colpe su chiunque alla cieca. Sintomo di frustrazione e impotenza dovuta credo alla configuazione delle nostre societa’ liquide senza corpi solidi, famiglie, corpi intermedi, valori perenni, senso di responsabilita’ etc, ma soprattutto il volere essere partecipi del proprio destino, di quello della patria e castrato sul nascere perche’non si ha piu punti fermi e una cultura umanistica di base. Una visione complessiva delle cose purtroppo manca e cresce l anarchia dove la liberta’ anche di fare del male, linciare etc, e’apprezzata. Questo brodo di aspirazioni frustrate porta alcune elite spesso a saper incanalare il tutto verso i loro nemici od obiettivi per spianarsi la strada con false rivoluzioni e nuove delusioni per i popoli atomizzati. Credo pero’ che ormai molti hanno capito e si spera che certi atteggiamenti illiberali del periodo della vicenda di allora “tangentopoli ” non si ripeta piu’.

  158. …corsi e ricorsi storici. Ma la politica è stata da sempre una cosa sporca! Oggi non è cambiato nulla rispetto a ieri è solo la tecnologia a fare la differenza con le intercettazione e internet. Nascondere le sozzerie e il pattume prodotto in quantità industriali dalla politica di oggi richiede grande professionalità, gente preparata!

  159. La legge – da che mondo è mondo – non è mai stata uguale per tutti. Tra gli uomini, come in tutto il resto del mondo animale, vale la regola della giungla, dove a sopravvivere è sempre il più forte!

  160. Stimatissimo Dottore, ci piacerebbe molto avere un suo commento sull’attuale crisi di governo. Attendiamo di ricevere la sua opinione: freeskipper@email.it
    Grazie

  161. Il primato della politica sull’economia nel mondo globalizzato e asservito alle lobby è una chimera, una pia illusione!

  162. La gioia di essere DemocraticiCristiani. L’orgoglio dello Scudo Crociato. L’onore di essere gli eredi di De Gasperi. Il vanto di essere sempre dalla parte giusta!

  163. La direzione generale della Rai ha deciso di non mandare in onda Porta a porta perché spinge all’uscire di casa, mentre prosegue Il Grande Fratello e tutti noi aspettiamo che Rocco Casalino entri nel confessionale per spiegarci come è riuscito a diventare portavoce del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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